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 2011  novembre 19 Sabato calendario

Parigi sceglie: a Coeuré il posto di Bini Smaghi - Adesso che Lorenzo Bini Smaghi ha deciso di partire per Harvard (e, come commenta Les Echos , «è un eufemismo dire che si è fatto pregare»), la palla passa alla Francia

Parigi sceglie: a Coeuré il posto di Bini Smaghi - Adesso che Lorenzo Bini Smaghi ha deciso di partire per Harvard (e, come commenta Les Echos , «è un eufemismo dire che si è fatto pregare»), la palla passa alla Francia. L’Eliseo, che decide tutto, deve decidere anche il nome del francese che entrerà nel board della Bce al posto dell’italiano di troppo. E pare proprio che lo abbia già fatto. La notizia è ufficiosa, non ufficiale, ma conferma le voci che già erano circolate: l’eletto sarebbe Benoît Coeuré, attuale direttore generale aggiunto del Tesoro, in pratica il numero due. Del candidato colpisce, per chi è abituato alla gerontocrazia italiana, innanzitutto l’età: 42 anni. Il curriculum è quello classico dei grand commis dello Stato francese: Politecnico, Scuola nazionale di Statistica, cattedra all’Insee, l’Istituto nazionale di Statistica e di Studi economici, insomma il solito mix, molto francese, fra il superburocrate (ha diretto anche l’Agenzia France Trésor) e l’intellettuale. L’ultimo libro s’intitola, forse profeticamente, Il mondo ha ancora bisogno della finanza? . La curiosità è che Coeuré ha una passione per l’Asia e parla correntemente il giapponese (forse per questo ha iniziato la brillante carriera nell’evo di Chirac, che stravedeva per il Giappone in generale e il sumo in particolare). La sua nomina dovrebbe essere ufficializzata al vertice europeo di Bruxelles del 9 dicembre. Per la verità, la poltrona alla Bce sembrava fatta apposta per le terga di Xavier Musca, fedelissimo di Sarkozy anche perché è nato dallo stesso sperduto paesello in Corsica della prima moglie del Président. Ma nel frattempo le alchimie della politica francese hanno portato Musca alla segreteria generale dell’Eliseo come superconsigliere di Sarkò, suo plenipotenziario nelle trattative con i tedeschi e, come dicono tutti a Parigi, ministro «vero» dell’Economia, mentre quello ufficiale è il giovane e telegenico François Baroin. Ma è chiaro che, a sei mesi scarsi dalle elezioni, Musca non si può muovere dall’Eliseo. Toccherà quindi a Coeuré. Che politica farà a Francoforte è presto per dirlo. Di certo è un liberista non dogmatico, convinto che il problema numero uno della Francia e dell’eurozona sia, più ancora del debito, la crescita, o meglio la sua assenza. Anche perché, spiega, l’attuale crisi avrà un impatto «irreversibile» sul Pil francese: «Ci sono delle perdite di posti di lavoro e di capacità di produzione che non ritroveremo più», ha detto alla Tribune . A Parigi, su Coeuré, gira comunque anche un altro gossip. Pare che i tedeschi non siano troppo entusiasti della sua nomina. Avrebbero preferito un personaggio meno intellettualmente prestigioso ma più politicamente «pesante». O magari con il quale Frau Merkel abbia più dimestichezza.