FRANCESCO SEMPRINI, La Stampa 19/11/2011, 19 novembre 2011
Passera apre il “Cantiere Italia” e invita i privati - Un piano di rilancio tra crescita e competizione che favorisca la partecipazione di investitori privati attraverso agevolazioni fiscali e accesso al credito, e una gestione razionale dei fondi pubblici, statali e comunitari
Passera apre il “Cantiere Italia” e invita i privati - Un piano di rilancio tra crescita e competizione che favorisca la partecipazione di investitori privati attraverso agevolazioni fiscali e accesso al credito, e una gestione razionale dei fondi pubblici, statali e comunitari. E’ questa in sintesi la ricetta con la quale Corrado Passera intende mettere mano al «cantiere Italia» rilanciando lo sviluppo infrastrutturale del paese al fine di stimolarne l’occupazione, «perchè il disagio del mercato del lavoro è il primo di tutti i disagi». «Dobbiamo puntare ad accelerare la crescita sostenibile», dice il ministro per lo Sviluppo economico e le Infrastrutture, spiegando che di crescita ce ne è stata tanta anche negli altri paesi nel corso degli anni passati, «ma spesso non è stata sostenibile». E questo ha riguardato tutti i gli ambiti di competenza funzionale dell’economia: «Socialmente non sostenibile, ovvero senza la creazione di posti di lavoro, finanziariamente non sostenibile, perché basata sul debito, ambientalmente non sostenibile, perché ottenuta distruggendo il territorio». Su questo c’è piena sintonia tra il neopremier Mario Monti e l’ex timoniere di Intesa Sanpaolo la cui ricetta vede nel settore privato un ingrediente fondamentale. Tutto è contenuto nelle 50 pagine di dossier denso di spunti interessanti per un piano di ammodernamento delle infrastrutture da 300 miliardi in dieci anni. In presenza di risorse scarse è il privato che deve entrare nel pubblico attraverso investimenti agevolati con sgravi fiscali, agevolazioni per l’accesso al credito, e «project financing» congiunti. Una terapia d’urto con obiettivi e strategie nuove ma non in totale discontinuità rispetto al passato. «Credo oggettivament che si possa fare bene, valorizzando il lavoro che è stato fatto, un lavoro messo in moto dai due dicasteri», dice Passera che a chi lo definisce superministro per via dell’accorpamento di tre competenze (la terza è l’Industria), risponde che «di super c’è solo Monti tutti gli altri sono a pari merito». Tra l’eredità del governo Berlusconi c’è un punto su quale Passera intende proseguire, ovvero il riordino e la gestione integrata degli aiuti comunitari, in particolare alle regioni. In sostanza si tratta del pacchetto contenuto in un decreto voluto da Altero Matteoli, il cui iter applicativo ha dovuto fare i conti con la legge di stabilità e il maxiemendamento. Provvedimento che affida alla cabina di regia di Palazzo Chigi la gestione accentrata su poche grandi opere dei fondi comunitari diretti agli enti locali. Ed è anche sulla falsariga di quel provvedimento che Passera si potrebbe avvalere della collaborazione di Mario Ciaccia, 57 anni, bocconiano e responsabile della Banca Innovazione Infrastrutture e Sviluppo, una partecipata di Intesa SanPaolo fortemente voluta da Passera. A lui potrebbe andare la carica di capo di gabinetto, l’ex banchiere ha già messo in chiaro che a Via Veneto porterà i suoi uomini - sempre che le finanze lo permettano - mentre sui tempi ha mostrato cautela, spiegando che lunedì non ci saranno già nuovi provvedimenti. «Per varare nuove misure dobbiamo attendere. Innanzitutto vorrei dedicare la settimana prossima ai miei due mondi, poi prepareremo un piano per fare le cose per bene». Il superministro ritiene infine una «ottima idea», mettere insieme Sviluppo e Trasporti perchè così «si può andare spediti con una potenza di fuoco per accelerare le cose che si possono fare».