VALENTINA ARCOVIO, La Stampa 19/11/2011, 19 novembre 2011
Ecco le Alpi, sotto il Polo Sud - Una spedizione internazionale ha svelato i misteri delle montagne nascoste in uno studio pubblicato su «Nature» La calotta Il ghiaccio che ricopre i monti Gamburtsev è spesso dai 3 ai 4 chilometri
Ecco le Alpi, sotto il Polo Sud - Una spedizione internazionale ha svelato i misteri delle montagne nascoste in uno studio pubblicato su «Nature» La calotta Il ghiaccio che ricopre i monti Gamburtsev è spesso dai 3 ai 4 chilometri. E’ una coltre che si è formata 34 milioni di anni fa La mappatura È stata eseguita con potenti radar subglaciali. Sismometri e altri strumenti hanno registrato campi gravitazionali e magnetici La catena È lunga 800 km larga 500 e con cime alte fino a 3000 metri Dimensioni del tutto simili a quelle delle nostre Alpi Il paesaggio Corsi d’acqua e ghiacciai, nel tempo, avrebbero scavato profonde vallate. Nel grafico, il lago Vostok e il Lambert Rift Le origini Le stime indicano che le montagne si siano formate circa un miliardo di anni fa: la causa dev’essere stata una collisione tra continenti La morfologia I monti non hanno origine vulcanica: si trovano in una regione geologicamente antica ma hanno struttura giovane Fino a mezzo secolo fa gli scienziati neanche immaginavano che sotto una coltre di ghiaccio spessa 3 chilometri, in Antartide, poteva celarsi una catena montuosa simile alle Alpi. Poi dopo la sua scoperta nel 1958, i geologi si sono trovati di fronte a un rompicapo che sembrava andare contro ogni conoscenza della Terra. Almeno fino a quando una spedizione internazionale, capeggiata dal geofisico genovese Fausto Ferraccioli del British Antarctic Survey, ne ha svelato il mistero in uno studio pubblicato su «Nature». La formazione dei monti Gamburtsev - lunghi 800 km, larghi 500 e con vette alte fino a 3 mila metri è frutto di una serie di eventi straordinari che hanno avuto inizio poco più di un miliardo di anni fa. L’enigma da cui sono partiti gli scienziati non era certamente di facile soluzione: queste Alpi sepolte dal ghiaccio antartico sono lontane dalle linee di contatto fra le placche tettoniche, non hanno origine vulcanica, si trovano in una regione geologicamente antica, ma mostrano una struttura molto giovane. Per ricostruire la storia della loro origine gli scienziati hanno sorvolato più volte il Continente Bianco, mappando con potenti radar il sistema montuoso. Grazie ad altri sofisticati strumenti sono stati registrati i campi gravitazionali e magnetici, mentre i sismometri sono stati impegnati a sondare le profondità della Terra. «Fare ricerche su queste montagne è stata una sfida incredibile, ma ci siamo riusciti e questo ci ha permesso di svelare una storia affascinante», riferisce Ferraccioli. Tutto è iniziato poco più di un miliardo di anni fa, prima che la vita complessa si formasse sulla Terra. Una collisione fra continenti avrebbe fatto ammassare le rocce più antiche di questi monti, causando un ispessimento della crosta terrestre alla loro base che si sarebbe conservato, mentre la catena montuosa veniva col tempo erosa. Circa 250-100 milioni di anni fa, al tempo dei dinosauri, i movimenti della crosta terreste avrebbero causato un nuovo innalzamento dei monti. Fiumi e ghiacciai avrebbero poi scavato profonde vallate, creando uno spettacolare paesaggio simile a quello alpino, preservato poi dall’ erosione grazie alla copertura della calotta di ghiaccio dell’Antartide, che si è formata 34 milioni di anni fa e si estende per 10 milioni di km quadrati. «Questa ricerca risolve il mistero di come montagne giovani si possano essere formate nel bel mezzo di un vecchio continente», ha detto Robin Bell, scienziato dello Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University che ha partecipato allo studio. L’ipotesi è che le Alpi hanno avuto due vite. Ora è possibile che vengano finanziate nuove ricerche per perforare la montagna e recuperare campioni di roccia. Questi, oltre a confermare le conclusioni dello studio, potrebbero permettere di analizzare le bolle d’aria rimaste intrappolate e raccogliere così dettagli sul passato della Terra.