Aldo Grasso, Corriere della Sera 21/11/2011, 21 novembre 2011
LA CRISI FA BENE AI TG NON ALLE STRAORDINARIE
Settimana eccezionale per la politica italiana, settimana eccezionale anche in tv. I giorni della crisi, con le dimissioni di Berlusconi, le consultazioni del presidente Napolitano, l’incarico al prof. Mario Monti, l’attesa per la lista dei ministri, il giuramento, hanno generato un’importante eco sul piccolo schermo. La settimana, infatti, è stata punteggiata da «edizioni straordinarie» dei notiziari, che hanno affiancato le consuete edizioni, oltre che da programmi — soprattutto talk — affaccendati ad approfondire i fatti della politica. Le conseguenze sui consumi di tv sono state diverse. Innanzitutto, il desiderio di essere informati su quanto stava accadendo nei palazzi romani ha acceso l’attenzione sulle normali edizioni dei telegiornali. In particolare, le edizioni della sera (quelle più seguite) hanno visto incrementare complessivamente gli spettatori. Sono stati oltre 23 milioni gli spettatori medi delle edizioni principali dei sette notiziari nazionali, contro una media (di questo periodo dell’anno) di poco più di 22 milioni. Secondo effetto è il radicale mutamento del ranking, la classifica, dei personaggi più notiziati dai telegiornali. Se, almeno negli ultimi 4 anni, il vertice era stabilmente occupato da Silvio Berlusconi, la crisi ha radicalmente modificato i piazzamenti: al vertice il neopresidente del Consiglio, Mario Monti, con oltre 67 minuti nella settimana. Segue il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con poco più di 16 minuti. Solo terzo arriva Silvio Berlusconi (15 minuti). Ultima considerazione: le edizioni tradizionali dei tg hanno acquisito spettatori, ma le «edizioni straordinarie», costrette a coprire il vuoto di notizie con lunghe attese (ben coperte dalla coppia Mentana-Sardoni), hanno raccolto ascolti decisamente più modesti.
Aldo Grasso
In collaborazione con Massimo Scaglioni, elaborazione Geca Italia su dati Auditel.