Alessandro Trocino, Corriere della Sera 21/11/2011, 21 novembre 2011
VISCO: BENE GLI INTERVENTI SU ICI E CONTANTI. LA PATRIMONIALE? NON RISOLVE I PROBLEMI
«Un governo capace, che arriverà alla fine del suo mandato. E un presidente del Consiglio, Mario Monti, che dovrà far ragionare Angela Merkel e Nicolas Sarkozy». Vincenzo Visco, ex ministro del Tesoro e delle Finanze ed esponente del Partito democratico, è ottimista sulle sorti del nuovo esecutivo. Monti ha davanti una strada difficile. «È una persona capace, sobria, seria. Non dimentichiamo che ha una grande esperienza politica, come commissario a Bruxelles. Anche se lì il Parlamento contava poco». Anche qui, dicono i critici, il Parlamento conta sempre meno e hanno preso in mano il potere i tecnici. «I parlamenti contano sempre, perché i tecnici devono prendere i voti da questi. Però è chiaro che siamo in una situazione drammatica, di emergenza, e quindi i tecnici sono indispensabili». Anche i sottosegretari dovranno essere tecnici? «Credo di sì, ragionevolmente. Nel senso che servirà comunque gente che abbia esperienza della macchina. Il governo deve riuscire a garantirsi la collaborazione della burocrazia». La situazione economica è drammatica, diceva. Tutta colpa di Berlusconi e di Tremonti o anche di fattori esterni? «È chiaro che l’ Italia ha brillato per totale assenza. È ridicolo che Berlusconi abbia scoperto il problema poco tempo fa. Ma non c’ è dubbio che la gestione della politica economica europea da parte di Merkel e di Sarkozy sia stata disastrosa». Perché? «Hanno creato un problema greco che era inesistente e hanno portato avanti un’ idea dogmatica della banca centrale che sta conducendo il Continente nella recessione. La Bce doveva fare una politica monetaria più accomodante e ci si doveva porre il problema della crescita. Tutte cose chieste, peraltro, anche da Obama e Cameron». Monti ora incontrerà i due leader europei. «E dovrà cercare di farli ragionare su questi punti, anche perché tra i tre, Monti è certamente la persona più competente». Nel concreto il governo che cosa dovrebbe fare? «Prima di tutto, sistemare la manovra di luglio-agosto: mancano ancora venti miliardi». Si comincia con l’ Ici? «Si può intervenire sull’ Ici, operando in modo da adeguare la tassazione a livello europeo, ma lasciando un’ agevolazione o persino l’ esclusione delle prime case di basso valore, differenziate Comune per Comune». La patrimoniale sulle grandi fortune divide i partiti. «È una proposta avanzata dal Pd e dai sindacati, ma ha un significato più politico che di gettito. In Francia, dopo le modifiche fatte da Sarkozy, il gettito si è addirittura ridotto. Non risolve i problemi di bilancio». Dove si dovrebbe intervenire invece? «Sui privilegi e sulle corporazioni. Sulla questione previdenziale, che pure non porterà grandi risparmi. E sull’ uso dei contanti». La soglia sopra la quale non si potranno usare contanti potrebbe scendere dai 2.500 euro fissati da Tremonti a 300. «Io l’ avevo fissata a 100. Si può arrivare fino a questo limite o anche azzerarlo: ovviamente, si devono abolire le commissioni bancarie. E poi bisogna attivare il borsellino elettronico e i micropagamenti con il cellulare». Complessivamente, si tratterà di provvedimenti da «lacrime e sangue»?. «Non direi, ne abbiamo già versate molte sia di lacrime sia di sangue. C’ è stata una raffica di aumenti di tasse spaventosa in questi due anni». Si parla anche di aumentare l’ Iva. «Lo eviterei. È un’ imposta molto regressiva, che fa aumentare i prezzi. Ed è anche l’ imposta più evasa». Sulla riforma del lavoro convivono due anime nel Pd. Pietro Ichino non è amato dalla sinistra del partito e dalla Cgil. «Credo che Bersani e Casini debbano proseguire sulla strada dell’ accordo di luglio. Il governo Ciampi riuscì a fare l’ accordo sulla scala mobile: quando vengono responsabilizzate, le forze sociali ragionano». E sulle alleanze? L’ intesa di Vasto è già stata accantonata? «L’ alleanza di Vasto non è mai esistita formalmente. Come impone anche l’ attuale legge elettorale, le alleanze dovrebbero essere le più ampie possibili. Ora c’ è questa collaborazione con il centro, che sta andando avanti. Senza dimenticare la sinistra, che è importante per la tenuta della democrazia».
Alessandro Trocino