Saverio Fossati e Marco Mobili, Il Sole 24 Ore 20/11/2011, 20 novembre 2011
CASA, PIÙ ENTRATE FINO A 28 MILIARDI
Vale da 11 a 28 miliardi un aumento deciso delle rendite catastali, in abbinata all’Ici sull’abitazione principale che sembra ormai ineludibile.
Il nuovo governo è pronto a riaprire il fascicolo sulle rendite catastali. Nel presentare alle Camere le linee programmatiche del nuovo Governo, il premier Mario Monti ha sottolineato come tra i principali paesi europei, l’Italia sia caratterizzata «da un’imposizione sulla proprietà immobiliare particolarmente bassa». Il che vorrebbe dire una rivisitazione degli attuali valori catastali che oggi sono alla base per la determinazione dell’imponibile del prelievo fiscale sugli immobili. Rimettere mano in modo organico agli estimi richiederebbe tra i quattro e i cinque anni - come più volte dichiarato dall’agenzia del Territorio - certamente troppi per un Governo che ha necessità di rispondere immediatamente ai mercati e allo stesso tempo recuperare gettito per garantire la tenuta dei conti pubblici. La via più breve, per altro già studiata nei mesi scorsi sia al Territorio che all’Economia, è quella di aggiornare la percentuale di rivalutazione delle rendite catastali.
Quando qualche mese fa l’agenzia del Territorio si presentò in via XX Settembre con uno dei primi studi sulla rivalutazione delle rendite, per molti dei tecnici del Tesoro la soluzione proposta apparve un vero e proprio "uovo di colombo". C’era in quei giorni la necessità di far quadrare i saldi della manovra estiva e all’orizzonte si intravedeva già la pesante ipoteca della delega fiscale con i suoi 20 miliardi da recuperare tra il 2012 (4 miliardi) e il 2013 (16 miliardi). Ma proprio mentre si simulavano gli impatti in termini di maggiori entrate variando l’attuale percentuale del 5% prima al 15%, poi al 25, al 50% per spingerla anche fino al 150%, la "convenienza politica" prevalse sulle ragioni di cassa: in via XXi settembre era convinzione comune che con un intervento sulla casa si sarebbero perse le elezioni.
Problema ora superato dal Governo tecnico che, come ha sottolineato Monti, dovrà valutare la bontà delle sue proposte da sottoporre al vaglio delle Camere in termini di equità, rigore e crescita. Non certo in termini di consenso elettorale. Va ricordato che l’unico aggiornamento delle rendite del 1992 (basate però su valori rilevati nel 1988) risale al 1997 ed è stato del 5 per cento. I valori immobiliari (parlando del residenziale) sono mediamente saliti del 140% al lordo dell’inflazione tra il 1988 e il 2010 ma lo stesso non si può certo dire di negozi e uffici. L’intervento dovrà comunque essere attentamente valutato soprattutto per evitare il rischio di sperequazioni tra grandi e piccoli centri, come evidenziato su «Il Sole 24 Ore» in edicola domani in un’analisi sui possibili interventi dell’Esecutivo.
I calcoli pubblicati qui a fianco si riferiscono a un aumento generalizzato e uguale per tutte le tipologie immobiliari in base al gettito di tutte le imposte sul mattone.
La rivalutazione delle rendite catastali sarà comunque accompagnata dal probabile ritorno dell’Ici sulla prima casa: l’esenzione oggi in vigore è stata definita un’anomalia tutta italiana dal premier Monti. Per il ritorno la strada indicata dovrebbe essere quella del federalismo municipale. Tra le ipotesi allo studio l’anticipo della nuova Imu (imposta municipale) dal 2014 al 2012 con l’estensione all’abitazione principale. In alternativa si potrebbe puntare sulla Res, la nuova service tax su rifiuti e servizi prevista dal correttivo al federalismo licenziato il 24 ottobre e ora all’esame della conferenza unificata (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri).