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 2011  novembre 20 Domenica calendario

PRIMO TAGLIO: 600 GIUDICI DI PACE


«Diminuire le sedi giudiziarie» ha ribadito il premier Mario Monti. E il primo taglio è già pronto. Riguarda circa 600 degli 846 uffici del giudice di pace e manca soltanto l’input del nuovo ministro della Giustizia per presentare in Parlamento il relativo decreto, che dà attuazione alla delega per la riforma della geografia giudiziaria approvata a settembre. Il secondo decreto, su Tribunali e sezioni distaccate (772) sarà invece pronto a febbraio. Sui giudici di pace il guardasigilli Paola Severino deve scegliere una delle tre soluzioni predisposte a via Arenula sulla base dei criteri fissati dalla delega (carichi di lavoro e costo degli uffici): la prima prevede la chiusura di 674 sedi non circondariali, la seconda ne taglia 617 e la terza 532. Poi la parola passerà al Parlamento per il parere, obbligatorio ma non vincolante, in base al quale il governo potrebbe decidere di inserire qualche correzione. Se prevarrà la soluzione più ampia, il taglio di 674 giudici di pace consentirà di recuperare 2.141 unità di personale amministrativo. E se tutta l’operazione andrà in porto (quindi anche il taglio di Tribunali, sezioni distaccate e Procure), il recupero complessivo salirà a 5.901 unità (il 13,5% dell’organico nazionale) a cui aggiungere 958 magistrati (pari al 9,5% dell’organico). Con un risparmio stimato dal Ministero in 70-80 milioni di euro l’anno, che diventano 300 se si tiene conto anche della movimentazione del personale.

Il primo test sull’effettiva volontà politica di approvare una delle riforme più impopolari ma efficaci per la giustizia si vedrà, quindi, già nei prossimi giorni sui giudici di pace. La Severino ha parlato di decisioni «collegiali» e potrebbe quindi sottoporre al governo anche la scelta di "quanto" tagliare, per sottrarsi al fuoco di fila di chi, da settimane, preme per bloccare l’operazione. Gli avvocati, anzitutto, quelli dei piccoli fori, ma non solo. Oltre a minacciare ricorsi alla Corte costituzionale contro la delega, non c’è giorno in cui non arrivi una protesta a via Arenula (ma anche nei giornali). Lettere, telefonate, rappresentanze di avvocati, magistrati, sindaci contrari alla riforma. Da Canicattì a Mondovì, l’elenco è lungo: protestano in Sardegna, a Bassano del Grappa, Sciacca, Voghera, Modica, Nicosia, Spoleto, Ivrea, Crema, Caltagirone, e via dicendo. Sono di ieri la presa di posizione dell’Ordine forense di Cassino e del suo sindaco nonché le manifestazioni a Castrovillari. L’Associazione nazionale magistrati è favorevole alla riforma, che vorrebbe anzi più drastica di quella che si prefigura sulla base dei criteri indicati dalla delega, anche se è contraria al taglio delle Procure. Della nuova geografia giudiziaria ha fatto un cavallo di battaglia in questi lunghi anni di scontro con il governo Berlusconi, che soltanto a settembre, complice la crisi dei mercati e un fortissimo invito del Presidente della Repubblica, ha deciso di presentare la delega con la manovra economica. Ma l’Anm deve fare i conti al suo interno con tanti «perdenti posto» e c’è il rischio che le imminenti elezioni del Comitato direttivo centrale indeboliscano la sua posizione a sostegno della riforma.

Anche se i decreti legislativi non dovranno passare per il voto del Parlamento, le lobby dei contrari trovano da sempre voce in Parlamento e le voci sono trasversali ai vari schieramenti. È quindi scontato che il parere sarà critico, almeno in alcuni punti, e, anche se non vincolante, potrebbe indurre il governo a inserire qualche ritocco per evitare atteggiamenti ostili in futuro. Le resistenze più forti arriveranno quando si tratterà di decidere i tagli o gli accorpamenti dei "Tribunalini", quelli con meno di 15 giudici (una cinquantina) e con un bacino di utenza del 9% della popolazione nazionale (gli altri ne coprono il 90%). Il taglio consentirebbe di recuperare 958 magistrati (tra giudici e pm) di cui 469 addetti alle 220 Sezioni distaccate (201 in via esclusiva) che potrebbero essere tagliate dell’80%. Un recupero notevole, considerato che i vuoti nell’organico delle toghe sono circa 1200.