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 2011  novembre 20 Domenica calendario

Ici prima casa: imposta maggiorata per i più ricchi - ROMA - «Provvedimenti a pacchetto», disegni di legge o decreti legge, il tutto in meno di quindici giorni per presentarsi a Bruxelles con un quadro che - per descriverlo con le parole di Mario Monti - sarà frutto di una «capacità propositiva più analitica e avanzata»

Ici prima casa: imposta maggiorata per i più ricchi - ROMA - «Provvedimenti a pacchetto», disegni di legge o decreti legge, il tutto in meno di quindici giorni per presentarsi a Bruxelles con un quadro che - per descriverlo con le parole di Mario Monti - sarà frutto di una «capacità propositiva più analitica e avanzata». Il primo test sarà lunedì: la prima riunione del Consiglio dei ministri, come annunciato dal ministro per il Welfare Elsa Fornero, «comincerà a parlare anche dei provvedimenti e non solo dei criteri». Il team del ministro dell´Economia, nonostante manchino ancora sottosegretari e siano in allestimento le squadre operative, già sta lavorando seguendo le linee abbastanza chiare enunciate dal premier in Parlamento. In primo piano c´è la valutazione della manovra-ter che potrebbe aggirarsi sui 20-25 miliardi per far fronte a tre punti critici: la caduta del Pil nel prossimo anno che farà crescere il deficit-Pil al 2,3 per cento (secondo Bruxelles) contro l´1,6 previsto dal precedente governo; l´aumento della spesa per interessi dovuta alla tempesta degli spread; la necessità di riempire di contenuti o integrare la delega fiscal-assistenziale che solo per il 2012 dovrebbe dare 4 miliardi. Il piano - oltre ad incidere sulla spending review di cui farà parte anche lo stesso fondo-Letta di Palazzo Chigi - punta soprattutto alla tassazione degli immobili e all´Iva. Con tutta probabilità il ritorno dell´Ici sulla prima casa si fonderà con l´anticipo del fisco federale: nascerà dal 2012 l´Imu per tutte le abitazioni. Questa imposta peserà per il 7,6 per mille con un aumento rispetto alle aliquote sulla prima casa pre-abolizione (pari al 4,68 per mille), ed è probabile che sarà differenziata in base alla categoria di estimo dell´appartamento, più alta per i più lussuosi e più bassa per quelli modesti o, in alternativa, differenziata per chi ha più appartamenti. Il totale di questa operazione potrebbe dare fino a 9 miliardi (ben più dei 3,5 valutati per il semplice ripristino dell´Ici prima casa). L´altro punto di azione sul quale si lavora è l´Iva: un aumento dell´imposta sui consumi di due punti, dal 21 al 23 per cento (con l´economia che nel terzo trimestre potrebbe essere in recessione), sarebbe ritenuto compatibile. Il gettito ipotizzato è di 8,4 miliardi. L´altra carta è quella delle accise: non solo sulla benzina, ma anche su energia, gas e gasolio da riscaldamento. La mossa è resa possibile a livello centrale dal federalismo che di fatto accentra la gestione delle tasse sull´energia: 2 centesimi è l´ipotesi con un gettito di 2-4 miliardi. Con queste risorse, unite al taglio delle spese e all´intervento sulle pensioni di anzianità, potrebbe essere alzato lo scudo per mettere l´Italia al riparo dalle osservazioni di Bruxelles e Francoforte e dalla furia dei mercati. Le prime indiscrezioni sulle misure, sulla scia del discorso di Monti, hanno comunque sollevato alcune critiche: la segretaria della Cgil Camusso insiste sulla patrimoniale, non vuole che ci si limiti al ritorno dell´Ici e contesta l´aumento dell´Iva. Anche i Comuni si dividono sul ritorno dell´Ici sulla prima casa: i maggiori dubbi vengono da quelli del centrodestra come Alemanno (Roma) mentre dal centrosinistra (Fassino a Torino) giunge un sostanziale via libera.