BENEDETTA CRAVERI la Repubblica, 20/11/2011, 20 novembre 2011
Quel Bonaparte che seppe scegliere la libertà di amare - Unico dei fratelli di Napoleone a non cingere una corona, in perenne conflitto con il celebre fratello e tenuto in scarsa considerazione dagli storici francesi, Luciano Bonaparte conosce ora, grazie agli sforzi convergenti di un piccolo drappello di studiosi italiani, il suo momento di gloria
Quel Bonaparte che seppe scegliere la libertà di amare - Unico dei fratelli di Napoleone a non cingere una corona, in perenne conflitto con il celebre fratello e tenuto in scarsa considerazione dagli storici francesi, Luciano Bonaparte conosce ora, grazie agli sforzi convergenti di un piccolo drappello di studiosi italiani, il suo momento di gloria. Dopo la imprescindibile biografia inaugurale di Antonello Pietromarchi ( Luciano Bonaparte, principe romano, 1980), è stata infatti la bella mostra curata l’estate scorsa, al Museo Fesch di Ajaccio, da Maria Teresa Caracciolo, a riaccendere l’attenzione sul fratello dissidente dell’Imperatore. Sempre nel 2010 Ludovica Cirrincione d’Amelio e Maria Pia Ludovisi Bruzzese hanno poi pubblicato Mon cher Lucien. Lettere familiari a Luciano Bonaparte (Edizioni di Storia della Letteratura, pagg.186, euro 28), un interessante gruppo di missive inedite che vanno dal 1800 al 1814. Ed ecco, infine, arrivare in libreria Il fratello ribelle di Napoleone, una nuova biografia scritta a quattro mani da Marcello Simonetta e Noga Arikha, apparsa da pochi mesi anche negli Stati Uniti ( Bompiani, pagg. 439, euro 21). A indurre i due autori a mettersi sulle tracce di Luciano era stato, come raccontano loro stessi, un grande dipinto di Guillaume Guillon Lethière andato all’asta nel 2005, a New York . Riprodotto sulla copertina del libro, il quadro raffigura, sullo sfondo di un décor neoclassico, un giovane uomo vestito "all’antica", assorto nella contemplazione di una bellissima donna nuda, distesa voluttuosamente su un triclinio alla "recamier" che porta incisi i nomi di Alexandra e Lukiano. Resisi conto di trovarsi davanti a un dipinto destinato a celebrare i l patto d’amore segreto stretto nel 1802 tra Luciano e Alexandrine de Beschamp, Simonetta e Arikha hanno deciso di rispondere al richiamo potente di quell’immagine andando alla ricerca di tutto ciò che potesse spiegarne la storia. Una storia privata all’ombra della grande storia, poiché la decisione di Luciano di sposare Alexandrine all’insaputa di Napoleone - che coltivava altri progetti per lui - avrebbe portato alle estreme conseguenze il suo rapporto conflittuale con il fratello, costringendolo ad abbandonare la Francia e cercare rifugio nello Stato pontificio. La tenacia dei due autori è stata premiata dalla scoperta di una vasta parte delle memorie di Luciano tuttora inedita e da nuovi importanti documenti che illuminano la sua personalità di luce nuova. Adottando il punto di vista del "fratello ribelle di Napolene" e cedendogli la parola, il loro libro ci racconta l’avventura appassionante di un giacobino idealista e romantico che, costretto a rinunciare alla propria vocazione politica in nome dell’amore, ha saputo realizzare pienamente se stesso perseguendo l’aspirazione di una vita privata ricca di affetti, aperta alla cultura, all’arte, all’erudizione. Ma la sua felicità di gentiluomo borghese, Luciano ne era ben consapevole, costituiva anche la sua rivalsa di uomo libero su quel terribile fratello che, nonostante tutto, egli non avrebbe mai smesso di ammirare e, in fondo, di amare. IL FRATELLO RIBELLE DI NAPOLEONE di Marcello Simonetta e Noga Arikha Bompiani, pagg. 439, euro 21