CARLO BONINI la Repubblica, 20/11/2011, 20 novembre 2011
3 articoli Bufera su Enav e Finmeccanica tre arresti, indagato il tesoriere Udc - ROMA - Per scelta all’alba di un sabato, e dunque a borse chiuse e solo dopo il voto di fiducia della Camera al nuovo governo Monti, la Procura esegue tre misure cautelari dispostee depositate dal gip Anna Maria Fattori giovedì scorso, 17 novembre, che, nell’ordine: a) Decapitano il vertice di Enav (arresti domiciliari per l’amministratore delegato Guido Pugliesi); b) centrano il cuore di Finmeccanica (finiscono in carcere Manlio Fiore, direttore tecnico di "Selex Sistemi Integrati", controllata della holding, e con lui Marco Iannilli, fornitore di Selex, mentre viene indagato per una nuova ipotesi di reato il già pluri-inquisito Lorenzo Borgogni, direttore delle relazioni esterne della holding); c) Investono l’Udc di Pierferdinando Casini, con l’accusa al tesoriere e parlamentare del partito, Giuseppe Naro, di aver ricevuto, nel febbraio del 2010, con la mediazione decisiva di Pugliesi, fondi neri per 200 mila euro generati proprio dal Sistema di appalti corrotto Enav-Finmeccanica
3 articoli Bufera su Enav e Finmeccanica tre arresti, indagato il tesoriere Udc - ROMA - Per scelta all’alba di un sabato, e dunque a borse chiuse e solo dopo il voto di fiducia della Camera al nuovo governo Monti, la Procura esegue tre misure cautelari dispostee depositate dal gip Anna Maria Fattori giovedì scorso, 17 novembre, che, nell’ordine: a) Decapitano il vertice di Enav (arresti domiciliari per l’amministratore delegato Guido Pugliesi); b) centrano il cuore di Finmeccanica (finiscono in carcere Manlio Fiore, direttore tecnico di "Selex Sistemi Integrati", controllata della holding, e con lui Marco Iannilli, fornitore di Selex, mentre viene indagato per una nuova ipotesi di reato il già pluri-inquisito Lorenzo Borgogni, direttore delle relazioni esterne della holding); c) Investono l’Udc di Pierferdinando Casini, con l’accusa al tesoriere e parlamentare del partito, Giuseppe Naro, di aver ricevuto, nel febbraio del 2010, con la mediazione decisiva di Pugliesi, fondi neri per 200 mila euro generati proprio dal Sistema di appalti corrotto Enav-Finmeccanica. I reati contestati dal pm Paolo Ielo sono la frode fiscale (Iannilli, Fiore) attraverso «fatturazioni false o per operazioni inesistenti» e il finanziamento illecito dei partiti (Pugliesi e Borgogni). Per un’accusa in grado oggi di documentare false fatturazioni per circa 2 milioni di euro con cui le società che subappaltavano da "Selex"-Finmeccanica le commesse di Enav - la "Arc Trade" di Marco Iannilli e la "Print Sistem" di Tommaso Di Lernia - hanno costituito quei fondi neri necessari ad alimentare la corruzione di manager pubblici, di intermediari, e a finanziare la Politica, che in Enav e Finmeccanica ha avuto le sue "tasche". Siamo insomma di fronte a un nuovo, cruciale, passaggio di un’inchiesta ormai avviata da un anno che promette di scrivere pagine ancora più nere per la Politica, non fosse altro perché - annota il gip nelle 63 pagine della sua ordinanza - delinea «fatti gravissimi, in un sistema criminale ampio» di corruzione e malversazione. Un’indagine, per la quale è già stato disposto il giudizio immediato di Marco Milanese, già consigliere dell’ex ministro Giulio Tremonti, e in cui già figurano indagati il presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini (frode fiscale), la moglie e ad di "Selex" Marina Grossi (frode e corruzione), l’ex "consulente globale" Lorenzo Cola (frode e corruzione), e il direttore delle relazioni esterne della holding Lorenzo Borgogni (frode), di cui per altro il pm aveva chiesto la cattura insieme a Fiore e Iannilli, ma che il gip ha ritenuto debba al momento restare libero per «carenza di gravi indizi». Una decina sono gli appalti Enav su cui si concentra l’inchiesta (tra questi, quelli per le opere civili negli aeroporti di Napoli e Palermo). Affidati, tra il 2005 e il 2010, senza gara pubblica, a "Selex". Ma, appunto, non sembra che l’inizio. PER SAPERNE DI PIÙ www.enav.it www.finmeccanica.it C. B. la Repubblica, 20/11/2011 *** Il supermanager Selex finisce nei guai anche per pedofilia - ROMA - Nell’affare Enav-Finmeccanica si affaccia un primo, orribile segreto di cui non si fa menzione nell’ordinanza del gip Anna Maria Fattori, ma di cui esistono inequivocabili evidenze istruttorie. Un segreto che nulla haa che fare con la corruzione del denaro, ma molto con quella dell’anima. Manlio Fiore, 54 anni, direttore tecnico di "Selex Sistemi integrati", da ieri detenuto in una cella di Regina Coeli, dovrà rispondere alla Procura di Roma non solo del suo ruolo nel Sistema infetto degli appalti Enav, ma di un’accusa terribile, se possibile ancora più terribile per un padre quale lui è: pedo-pornografia. È storia di questi ultimi mesi di indagine. Fiore, manager che siede alla destra dell’ad di Selex Marina Grossi, viene iscritto al registro degli indagati nell’autunno del 2010. Prima Lorenzo Cola, ex "consulente globale" di Finmeccanica, quindi Tommaso Di Lernia, lo indicano nei loro interrogatori con il pm Paolo Ielo come «lo snodo operativo in Selex per la costituzione del Sistema Enav».È Fiore - spiegano - che «garantisce il meccanismo della sovrafatturazione o della fatturazione per operazioni inesistenti» in grado di creare quei fondi neri che devono soddisfare gli appetiti della Politicae dei manager corrotti in Enav.È Fiore- spiega Cola - che ha ereditato e perfezionato un oliato meccanismo di corruzione che è stato battezzato quando "Selex" si chiama ancora "Alenia" e al timone è Paolo Prudente. È Fiore - aggiunge - il manager cui la Grossi «ha delegato» il lavoro sporco delle tangenti. Che dunque tratta con Marco Iannilli e Tommaso Di Lernia, gli addetti alla creazione delle provviste nere. I carabinieri del Ros perquisiscono dunque nei mesi scorsi l’ufficio e l’abitazione di Fiore. Trovano riscontri documentali alle parole di Cola - a cominciare da «un prospetto programmatico» che ha ad oggetto «undici offerte Enav per gli anni 20092010 «con l’indicazione del valore del contratto e ipotesi già formulate di assegnazioni esterne a tre unici fornitori, Print Sistem, Arc Trade, Tecno Sky» - sequestrano un computer di cui esplorano l’hard disk. I carabinieri cercano altre prove della malversazione. Si trovano di fronte ben altre evidenze che fonti inquirenti definiscono «sconvolgenti». Almeno un centinaio di foto pedopornografiche con bambini in tenerissima età su cui si consumano, almeno visivamente, «abusi sessuali indicibili», al punto che, tra gli investigatori, qualcuno non ha avuto neppure la forza di vedere. E con le foto, decine di email in cui Fiore corrisponde emozioni e desideri con un ramificato network di pedofili. Il manager di Selex, che ignora la scoperta degli inquirenti (ma verosimilmente la immagina, dopo il sequestro del suo computer) viene così iscritto con un’ulteriore ipotesi di reato al registro degli indagati- pedo-pornografia - e questa parte dell’istruttoria che lo riguarda viene stralciata e affidata ad un altro pubblico ministero (Santucci) che ora procede nei suoi confronti. C. B. la Repubblica, 20/11/2011 *** E l’imprenditore confessò "Così diedi 200mila euro al cassiere dei centristi" - ROMA - Racconta a verbale Tommaso Di Lernia, proprietario della "Print Sistem", l’uomo dei fondi neri del Sistema Enav-Finmeccanica, amabilmente chiamato " er cowboy ", che con Guido Pugliesi, amministratore delegato di Enav, e l’Udc di Pierferdinando Casini e Giuseppe Naro le cose siano andate così. Così come lui ne riferisce una prima volta il 25 maggio di quest’anno, rispondendo alle domande del pm Paolo Ielo. In un interrogatorio - chiosa il gip nella sua ordinanza - che diventa la «delazione» cruciale di «un protagonista». LA CORRUZIONE IN ENAV. IL DENARO ALL’UDC Dice dunque Di Lernia: «Sono entrato in Enav, tra il 2004 e il 2005, grazie all’intervento del generale Bruno Nieddu (all’epoca presidente ndr)e del colonnello Tavano che mi aveva presentato Lorenzo Cola. Ebbi dei lavori su Milano e quindi conobbi in Enav Raffaello Rizzo, il quale mi manifestò la disponibilità a stabilire un rapporto diretto con me. Rizzo agiva in concerto con Guido Pugliesi, con cui concordava l’assegnazione dei lavori. Si trattava di lavori eseguiti per conto di "Selex" ma su lettera di segnalazione dell’Enav. Per la "preferenza" che mi aveva manifestato, erogai a Rizzo 50 mila euro, utilizzando fondi extracontabili. Pugliesi aveva sempre rifiutato le mie offerte di denaro. Tuttavia, nell’ultimo periodo, mi sollecitò un’offerta di denaro presso l’ufficio dell’onorevole Casini. Accettai la richiesta, prelevando 200 mila euro da un conto che avevo a san Marino, dove mi recai accompagnato dalla mia segretaria Marta Fincato. Consegnai la somma negli uffici dell’Udc in piazza di Spagna, dove riuscii ad entrare solo dopo che Pugliesi, che si trovava già lì, scese e mi accompagnò, dal momento che il portiere dello stabile mi aveva impedito l’ingresso. Diedi il denaroa una persona che mi venne presentata come tesoriere dell’Udc, forse un parlamentare, e a cui Pugliesi disse che ero uno che lavorava con Selex"». "RICONOSCO LA FOTO. E’ NARO" E’ dunque Pugliesi a sollecitare la tangente. E - scrive il gip - ne ha motivo. «Pugliesi deve rispondere a quei rapporti politici da cui deriva la permanenza della propria nomina in Enav. La sua è una forma di "ringraziamento"». Per questo, «dirige Enav come una ditta individuale, senza condividere con alcuno le fonti di finanziamento legate ai lavori. Deve mantenere il monopolio dei finanziamenti che derivano dal Sistema». Un Sistema che «assicura assunzioni e conferimenti di vantaggiosi incarichia uomini politici, nonché la titolarità di quote da parte di politici o loro parenti in società che debbono la loro esistenza alle commesse assicurate da Enav». Il 13 luglio, Di Lernia tornaa rispondere al pm Ielo. Mette a fuoco i suoi ricordi. «La consegna avvenne prima delle elezioni regionali del marzo 2010, che erano poi il motivo per il quale Pugliesi mi aveva sollecitato la somma». A Di Lernia viene quindi mostrata una foto. E - annota il gip - è a questo punto che «riconosce in Giuseppe Naro, nato a Militello Rosmarino il 6 febbraio del 1948, deputato dell’Udc e tesoriere del partito, la persona alla quale aveva consegnato il denaro e che non lo aveva fatto accedere nel suo studio personale, poiché in quel momento era in corso una "bonifica"». LE CONFERME DI COLA E DELLA SEGRETARIA «Di Lernia è un bugiardo», va ripetendo da tempo Pugliesi. «E’ inattendibile», ha ribadito ieri il suo avvocato Francesco Scacchi. Verosimilmente mosso da «spirito di vendetta», perché, osserva ancora il legale, «su precisa indicazione di Pugliesi, Enav ha estromesso la Print Sistem dall’albo fornitori, ha interrotto i pagamenti e risolto tutti i rapporti contrattuali esistenti». E tuttavia, né il gip, né il pm, danno alcun creditoa questa difesa. Vediamo perché. Interrogato l’8 settembre scorso, Cola racconta: «Seppi da Di Lernia che aveva consegnato 250 mila euro all’Udc in via due Macelli (strada limitrofa a piazza di Spagna ndr.), alla presenza di Pugliesi. Per altro, qualche tempo dopo, a casa mia, alla presenza sia di Di Lernia che Pugliesi, chiesi a entrambi se fosse andata a buon fine l’operazione con l’Udc e Pugliesi mi diede una risposta positiva, cogliendo anzi l’occasione per ringraziare Di Lernia alla mia presenza». Anche Marta Fincato, la segretaria del" cowboy ", ricorda. Interrogata, ricorda i viaggi a san Marino con Di Lernia. Ricorda, soprattutto, di averlo accompagnato in piazza di Spagna. «Rimasi ad aspettarlo in auto. Non sapevo dove era andato. Ma aveva con sé una valigetta, che normalmente usava per il trasporto di documenti e di denaro». IL CONTO "CICLAMINO". LE CELLE TELEFONICHE C’è di più. Le indagini di polizia giudiziaria accertano che il 29 gennaio del 2010, a san Marino, Di Lernia effettua un prelievo di 206 mila euro dal conto corrente "Ciclamino" presso la "Banca Commerciale Sammarinese". Che la mattina del 2 febbraio 2010, la cella telefonica di piazza di Spagna aggancia sia il cellulare di Di Lernia che quello della sua segretaria. Che proprio quella mattina, i tabulati del cellulare di Di Lernia «registrano una chiamata di 9 secondi» proprio con Pugliesi. L’AGENDINA DI PUGLIESI La consegna del denaro, dunque, avviene il 2 febbraio dello scorso anno. E, per giunta, la conferma arriva dall’agenda personale sequestrataa Pugliesi. In quell’agenda, l’ad di Enav annota proprio per la mattina di quel giorno, alle 9.30, un appuntamento con Naro, il tesoriere dell’Udc. Che, per altro, e sempre a stare all’agenda, aveva già incontrato il 19 gennaio. «Insieme a Di Lernia e a un altro soggetto - annota il gip - come si può agevolmente dedurre dal nominativo Naro collegato con due barre. Una legata al nome Di Lernia, l’altra a un nominativo che sembra indicare la società Optimatica (società vicina all’ex ministro Matteoli ndr.)». NARO: "DI LERNIA I SOLDI ME LI PROMISE SOLTANTO" Il 31 ottobre scorso, Ielo interroga Naro. E la sua difesa, chiosa il gip «è generica». Il tesoriere dell’Udc «esclude di aver ricevuto il denaro da Di Lernia, ma ammette di averlo incontrato nel suo ufficio con Pugliesi, con cui aveva un appuntamento per imprecisate ragioni. Per altro, Naro ammette anche la promessa di elargizione che durante quell’incontro gli avrebbe fatto Di Lernia in vista della futura competizione elettorale, ma nega che ciò sia poi avvenuto». «Si tratta - conclude il gip - di una mera allegazione difensiva. Sconfessata dalle fonti di prova».CARLO BONINI la Repubblica, 20/11/2011