varie, 21 novembre 2011
Rachida Rad, 35 anni. Marocchina, due figlie, Selma di 4 e Iman di 10 anni, era sposata con Mohammed El Ayani, 39 anni, in Italia dal ’95, facchino a Parma, «schivo, silenzioso», che di continuo la riempiva di botte perché aveva smesso di portare il velo, si sforzava di parlare italiano, frequentava altre mamme, i volontari della Caritas e il gruppo della parrocchia
Rachida Rad, 35 anni. Marocchina, due figlie, Selma di 4 e Iman di 10 anni, era sposata con Mohammed El Ayani, 39 anni, in Italia dal ’95, facchino a Parma, «schivo, silenzioso», che di continuo la riempiva di botte perché aveva smesso di portare il velo, si sforzava di parlare italiano, frequentava altre mamme, i volontari della Caritas e il gruppo della parrocchia. L’altro giorno, durante l’ennesima discussione, la Rida mostrò al consorte l’atto di separazione da lei chiesto alle autorità marocchine e allora l’uomo, afferrato un martello, glielò suonò una decina di volte in testa, fino a sfondarle il cranio. Quindi prese in braccio la figlia più piccola, che aveva visto tutto, e s’andò a costituire dai carabinieri. Verso le 13 di sabato 19 novembre in un bilocale in via Manzoni a Sorbolo Levante (Reggio Emilia).