Carlo Bertini, La Stampa 20/11/2011, 20 novembre 2011
Appena Gianfranco Fini ha pronunciato la formula via i vitalizi agli ex parlamentari, panico via etere e cellulari bollenti: sì perché quando a luglio la Camera ha votato una delibera che abolisce i vitalizi dei parlamentari, a partire dalla prossima legislatura, in tribuna vigilava Gerardo Bianco, ex segretario del Ppi e presidente dell’associazione degli ex parlamentari: il quale da mesi svolgeva una moral suasion con tutti quelli che contano per difendere i diritti acquisiti
Appena Gianfranco Fini ha pronunciato la formula via i vitalizi agli ex parlamentari, panico via etere e cellulari bollenti: sì perché quando a luglio la Camera ha votato una delibera che abolisce i vitalizi dei parlamentari, a partire dalla prossima legislatura, in tribuna vigilava Gerardo Bianco, ex segretario del Ppi e presidente dell’associazione degli ex parlamentari: il quale da mesi svolgeva una moral suasion con tutti quelli che contano per difendere i diritti acquisiti. Sia ben chiaro, si parla di cifre che toccano anche i 9 mila euro lordi per gli ex di lungo corso e che non verranno più erogate: dal 2007 il vitalizio massimo è 7.460 euro lordi per 15 anni di mandato e 2.486 per 5 anni, sempre lordi. Il che vuol dire che a 65 anni chi ha fatto solo una legislatura piena incasserà una pensione di questo livello. E tra questi potrebbero esservi molti dei 350 parlamentari di prima nomina che non verranno più rieletti. Dunque è comprensibile che la carovana di quasi duemila ex deputati che godono di vitalizi d’oro (un tempo bastava un giorno di legislatura per passare all’incasso subito) si siano allertati, ma la cosa si è chiarita subito: c’è voluto un comunicato ufficiale di uno dei questori, Antonio Mazzocchi del Pdl, per rassicurare tutti che «i vitalizi precedenti non saranno toccati, in quanto diritti acquisiti, come più volte riconosciuto dalla Consulta». In realtà la questione è sub judice e in sede di votazione in aula i dipietristi hanno più volte obiettato che si potrebbe senza colpo ferire tagliare tutti i vitalizi anche quelli in essere, ma sono sempre stati respinti con perdite. Infatti anche se fosse giuridicamente applicabile la proposta Idv, la Camera dovrebbe restituire i contributi versati che per il bilancio sarebbe un bagno di sangue: 450 milioni di euro da sborsare subito su un bilancio di 900 mila e rotti, la metà secca. Ma è indubbio che il nuovo clima di austerità imprime un’accelerazione a quel processo avviato e che entro Natale avrebbe dovuto portare a indicare con quale sistema saranno sostituiti i famigerati vitalizi. Che peraltro costituiscono una pietra di scandalo anche nelle regioni, al punto che da mesi molti consigli regionali hanno votato di abolirli, sempre dalla prossima legislatura. Ora la Camera ha istituito una commissione formata dai questori e dagli esperti previdenziali dei partiti che dovrà raccordarsi con il ministro del welfare. E l’ipotesi più probabile, che circola in queste ore, è che se la Fornero applicherà il sistema contributivo pro-quota per tutti gli italiani, anche i parlamentari dovranno adeguarsi e verrà creata una gestione separata presso l’Inps dove versare i contributi. Che attualmente sono pari a 1050 euro di trattenute mensili. Italia Il vitalizio in Italia scatta al 65˚ anno di età, dopo cinque anni di mandato effettivo. Il limite di età però diminuisce fino ai sessant’anni in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. L’importo del vitalizio comunque va dal 20 al 60 per cento dell’indennità parlamentare a seconda degli anni passati in Parlamento. È anche previsto un contributo dell’8,60% che equivale a 1006,51 euro. Importi. Con 5 anni, 2486,86 euro Con 10 anni, 4973,73 euro Con 15 anni, 7.460,59 euro Francia In Francia il vitalizio scatta dal 62˚anno di età. In più dal primo gennaio 2018 non sarà richiesto un limite minimo di mandato. L’importo è predeterminato in base al numero di anni di contribuzione, con un limite massimo di 41,5 anni di contributi. Anche in Francia è previsto un contributo che è del 10,55% (787 euro). Se si versa anche un contributo facoltativo i singoli importi salgono, ma il tetto resta a 6300 euro. Importi Con 5 anni, 780 euro Con 10 anni, 1500 euro Con 41,5 anni, 6300 euro Germania In Germania il vitalizio scatta al 67˚anno di età se si è fatto un anno di mandato. L’importo è pari al 2,5% dell’indennità parlamentare per ogni anno di mandato fino ad un massimo di 27 anni che corrisponde al 67,5% dell’indennità. I deputati non versano alcun contributo. Importi Con 5 anni, 961 euro Con 10 anni, 1917 euro Con 15 anni, 2883 euro Con 27 anni, 5175 euro Gran Bretagna In Gran Bretagna il vitalizio è legato ai contributi versati e scatta al 65˚ anno di età. Il contributo varia dal 5,9% all’11,9%. Con il contributo minimo il vitalizio è 1/60 della retribuzione moltiplicata per gli anni di mandato, con il contributo dell11,9 sale a 1/40 dell’ultima retribuzione moltiplicata per gli anni passati in Parlamento. Qui sono riportati solo gli importi massimi in base agli anni di mandato. Importi Con 5 anni, 794 euro Con 10 anni, 1588 euro Con 15 anni, 2381 euro Parlamento europeo Anche per i parlamentari europei è previsto un vitalizio che scatta al 63˚ anno di età. L’importo è pari al 3,5 per cento dell’indennità parlamentare per ogni anno di mandato, fino ad un massimo complessivo del 70 per cento dell’indennità. I deputati non versano alcun contributo. Oltre i 20 anni il vitalizio non aumenta. Questo regime è in vigore dal 2009. Prima il vitalizio era deciso da ogni singolo paese. Importi Con 5 anni, 1392 euro Con 10 anni, 2784 euro Con 20 anni, 5569 euro