Andrea Settefonti, Italia Oggi 19/11/2011, 19 novembre 2011
IL VINO? LO INCARTO NELLA BOTTIGLIA
Addio bottiglia di vetro. Forse. Presto sarà possibile acquistare vino commercializzato in bottiglie di carta. L’idea arriva dall’inglese Greenbottle che a partire dal nuovo anno avvierà la sperimentazione in alcuni supermercati. I vantaggi della bottiglia di carta, che al suo interno contiene un involucro di plastica, sono legati al peso, 55 grammi contro i 500 di una di vetro, e all’impatto ambientale.
Costo di produzione, trasporto, smaltimento, emissione di CO2 sono pari al 10% di quelli di una bottiglia tradizionale. Poi la bottiglia di carta può essere inserita nel composter e si degrada nel giro di poche settimane. I puristi della tradizione, tuttavia, possono stare tranquilli. Almeno per il momento. La bottiglia di vetro è prevista da tutti i disciplinari di produzione dei vini a denominazione. E poi, come sostiene Assovetro, è «una questione di affidabilità ma anche di gusto. Il 73% del vino prodotto e il 92% di quello confezionato in Italia è in vetro e 9 consumatori su 10 preferiscono comperare il vino in una bottiglia». Inoltre, sempre secondo Assovetro, «il 79% degli europei afferma di scegliere il vetro per servire bevande (compresa l’acqua minerale) nelle occasioni speciali e addirittura l’83% in Italia». A questo si somma il vantaggio che «il vetro è amico dell’ambiente. È riciclabile al 100% e oggi 9 bottiglie su 10 di vetro scuro sono in vetro riciclato». E poi c’è chi la bottiglia addirittura la recupera. Come si faceva fino a qualche anno fa, da Casali Viticulturi di Pratissolo di Scandiano (Re) il vuoto è a rendere e per ogni vuoto paga 30 centesimi. «Il 20% del nostro fatturato avviene con la vendita diretta in azienda. Il recupero, oltre a fidelizzare il cliente, porta a un risparmio di circa 70 mila euro all’anno», commenta l’ad Giovanni Sidoli. E poi c’è chi sceglie la bottiglia, di vetro, per fare squadra. «Siamo piccoli per essere riconoscibili come marchio, abbiamo scelto di farci riconoscere con una bottiglia unica e originale», spiega Francesco Cavazza Isolani presidente del Consorzio Colli bolognesi. «Da dicembre inizieremo a imbottigliare il Pignoletto classico in una particolare bottiglia che si distinguerà sugli scaffali».