Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  novembre 19 Sabato calendario

PREGHIERE AUTOMATICHE IN 60 LINGUE

Da un distributore automatico si ottiene di tutto: dalle sigarette a un’aranciata, una birra, un caffè lungo, decaffeinato, con latte, cappuccini con e senza schiuma, biglietti di treno e di aereo, e in Germania anche würstel caldi e buletten, che sarebbero polpette antenate degli hamburger.

Ora, a Berlino, si possono ottenere anche preghiere di ogni religione in una sessantina di lingue diverse.

Il Gebetomat, il distributore automatico di preghiere, è stato inventato da Oliver Sturm, che ha costruito il prototipo trasformando un box per foto tessera. Si entra, si tirano le tendine e si sceglie la preghiera adatta al momento: un ringraziamento al Signore, una supplica, un’Ave Maria o un Pater Noster. Se ne sentiva il bisogno? «Certamente», assicura Sturm, «soprattutto in una metropoli come Berlino, dove convivono immigrati da oltre 170 paesi. Si trovano chiese luterane o cattoliche, sinagoghe e un centinaio di moschee, ma qualche fedele non ha un luogo dove pregare secondo il proprio culto». Inoltre, aggiunge, non sempre si trova il tempo per andare in chiesa a recitare una preghiera.

Il Gebetomat potrebbe essere posto nelle strade più frequentate, nei supermarket, nelle stazioni della metropolitana, ed esaudire senza difficoltà il bisogno di spiritualità dei cittadini. All’inizio Sturm faceva pagare 50 cent per una preghiera di cinque minuti, poi ha capito che non era dignitoso: «Benché», si giustifica, «anche in chiesa il parroco fa la questua.

Non si paga per pregare Dio, a qualunque Dio si creda, ma si contribuisce alle spese». Il Gebetomat è gratis, per il momento. Se l’idea prenderà piede, suggerisce l’inventore, potrà essere il municipio a contribuire, oppure le varie chiese, come vorranno.

Prima di costruire il prototipo, Sturm ha visitato le varie chiese, dagli avventisti del Ghana alle moschee di Kreuzberg, per chiedere consiglio e scegliere i testi più adatti. Al distributore di preghiere si può perfino scaricare la supplica per evocare gli spiriti secondo il rito dei mari del Sud. «Il mio distributore», dice, «può essere considerato anche una specie di oracolo del ventunesimo secolo. Nell’antica Grecia si andava in pellegrinaggio al tempio di Apollo, a Berlino basta sfiorare lo schermo del mio Gebetomat».

Gli inizi non sono stati facili. Sturm ha proposto la sua invenzione all’aeroporto, un luogo di passaggio quotidiano di gente che viene da ogni parte del mondo, ma la direzione dello scalo di Tegel ha trovato la proposta «disgustosa». Più fortuna ha avuto all’università di Francoforte, dove il Gebetomat troneggia nel dormitorio degli studenti. E un altro esemplare si trova in un supermarket di Moabit, quartiere popolare della capitale.

Non sono mancate le critiche da parte dei fedeli. Molti trovano il distributore troppo freddo e, per l’appunto, «automatico»: si ascolta senza partecipare, e poi si può pregare in silenzio da soli perfino quando si viaggia in metropolitana. Non occorre recarsi in una chiesa o ricorrere a un distributore.

Per Sturm, tuttavia, il suo Gebetomat non è solo un luogo di preghiera ma anche un’opera d’arte: «Una macchina del ventunesimo secolo per cercare Dio o se stessi. Un’invenzione, come la creazione di un artista».