MATTIA FELTRI, La Stampa 17/11/2011, 17 novembre 2011
“I colti di sorpresa” La nuova stirpe di ministri - L’ applauditissimo governo tecnico ha già un’urgenza: affinare le tecniche di convocazione
“I colti di sorpresa” La nuova stirpe di ministri - L’ applauditissimo governo tecnico ha già un’urgenza: affinare le tecniche di convocazione. Certo, mai la Repubblica italiana aveva impiegato così poco tempo - al di là delle impazienze dei cronisti che ieri mattina al Quirinale hanno dovuto sopportare due ore d’attesa - per mettere in piedi un esecutivo, e soprattutto metterne a parte i componenti. Ma la fretta, si sa, favorisce l’inciampo. Martedì sera, per esempio, il neoministro dell’Università e dell’Istruzione, Francesco Profumo, giaceva nella sua abitazione romana, sprofondato nel sonno e nel divano; spento il telefonino per prevenire le scocciature, persino quelle di altissima emergenza istituzionale, il professore risultava irrintracciabile anche dal Viminale. Nella confusione, i telefonisti del ministero dell’Interno hanno fatto uno squillo ad Alessandro Profumo, ex amministratore delegato di Unicredit, che per un momento ha sperato (o temuto) nel gravoso arruolamento. Risolto il qui pro quo, e dunque fallito anche il secondo tentativo, dal Viminale hanno infine chiamato la moglie di Francesco Profumo, professoressa di liceo a Torino, la quale ha mandato un sms al marito: «Ti cerca Monti». Ridestatosi dalla pennica una mezz’ora dopo (e probabilmente caduto dal divano), Profumo si è infine organizzato per il prestigioso incarico. La premura continentale ha complicato la vita anche al titolare degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, e a quello della Difesa, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola. Il primo è ambasciatore di stanza a Washington, e pertanto non è riuscito a prenotare un aereo e volare in Italia in tempo per il giuramento e la storica foto di gruppo. Guaio simile per Di Paola, che era a Kabul in visita ufficiale e si è precipitosamente ma vanamente rimesso in viaggio per Roma. I due giureranno al Quirinale questo pomeriggio, proprio mentre al Senato si discuterà la fiducia all’esecutivo. Il nome di Lorenzo Ornaghi (rettore dell’Università Cattolica di Milano) è stato il primo a circolare, grazie a Twitter. Ieri mattina stava tenendo una lezione quando all’improvviso gli è arrivata una telefonata; uno degli studenti ha raccontato il fatto su Twitter praticamente in diretta: «Arriva in ritardo. A lezione risponde al telefono, sbiancando. Dopo pochi minuti chiede scusa ed esce dall’aula col telefono in mano. Quindi a fine lezione dà l’annuncio». A scriverlo è Silvio (nome non ironico). Meno minimalista il suo compagno, Enrico, che alle 10.47 annuncia all’Italia: «Ornaghi nuovo ministro dell’Istruzione», proprio così, con l’errore compreso (Ornaghi va ai Beni culturali). Il professore aveva confessato loro di doversi assentarsi per qualche tempo. Ecco, la differenza coi ministri dei governi precedenti per ora è una: quelli avevano sperato e brigato, questi sono colti di sorpresa. Anche la titolare dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, aveva la carriera ministeriale così presente nei suoi orizzonti che ieri, uscendo dal Quirinale, ai giornalisti ho confessato: «Non lo avrei mai immaginato, pensavo di fare la nonna». La signora ha 67 anni, due figli e due nipoti. Anche lei assoldata all’improvviso, e anche lei smascherata da Twitter dove è stata pubblicata la notizia che i funzionari di Parma (dove la Cancellieri era commissario straordinario) stavano facendo gli scatoloni. Lo stupore, però, non è stata un’esclusiva dei ministri: alla Luiss gli studenti erano connessi coi personal computer e i tablet quando il premier Mario Monti ha letto, per la Giustizia, il nome della loro professoressa, Paola Severino. E lì, raccontano, l’intera Università si è prodotta nell’unanime applauso.