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 2011  novembre 17 Giovedì calendario

LISTA FALCIANI, I SEGRETI NON VALGONO PER FAR PAGARE GLI EVASORI

Prima la giustizia penale, adesso anche quella tributaria dice «no» alla «lista Falciani», vale a dire l’elenco di 80 mila correntisti (di cui 7 mila italiani, per 570 milioni di euro) della banca Hsbc sottratto alla filiale di Ginevra dall’ex dipendente informatico Hervé Falciani e finito nelle mani della magistratura francese e da lì trasmesso, lecitamente e per rogatoria, alla procura di Torino. Una sentenza della commissione tributaria provinciale di Como ha appena annullato la contestazione dell’Agenzia delle Entrate verso un italiano della «lista», con soldi per l’accusa non scudati né dichiarati. La commissione ha accolto il ricorso dell’italiano, difeso dall’avvocato Asa Peronace, perché la contestazione del Fisco — si legge nella sentenza — risulta «fondata esclusivamente su documenti dei quali è stata disposta la distruzione, in quanto illecitamente acquisiti all’origine». Così aveva già disposto la precedente sentenza (penale) di un tribunale piemontese, che aveva «immediatamente archiviato» il procedimento contro un supposto evasore fiscale a Pinerolo perché l’investigazione si basava «su un dato processualmente inutilizzabile» quale la lista Falciani. Che è però stata «da noi acquisita in modo rituale e ufficiale», aveva ribattuto la Guardia di Finanza. Anche i pm di Torino avevano parlato di partita non chiusa. Ma adesso, secondo Asa Peronace, «c’è il rischio che saltino tutti gli accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate su segnalazione della Guardia di Finanza» sul caso Falciani. La parola, ora, all’accusa.
G. STR.