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 2011  novembre 17 Giovedì calendario

QUEL MATRIMONIO NON S’HA DA FARE

In principio fu il G-2 che avrebbe dovuto governare il mondo. Ma solo in principio, o forse neanche: l’asse tra Usa e Cina non è mai decollato, morto sul nascere per endemici, apparentemente insuperabili contrasti. Le tensioni per i 2.500 marines spediti in Australia sono solo l’ultimo dei tanti dossier che dividono la prima economia del mondo e quella che presto lo sarà. A partire dal capitolo commerciale, con i contenziosi alla Wto e Pechino che non soddisfa le pressanti richieste americane di apprezzare lo yuan (una delle rare occasioni in cui il Senato Usa si è unito in uno schiacciante voto bipartisan è stata per approvare dazi contro il Dragone). Né va dimenticata la furia di Pechino per la vendita di armi a Taiwan o la Casa Bianca che menziona a più riprese la vergogna dei diritti umani calpestati in Cina. L’embrionale G-2 non si è sviluppato per ragioni oggettive e interessi nazionali. Il mondo è rimasto orfano di una doppia guida. Intanto, Barack Obama, con il 9% di disoccupazione, punta sugli scambi commerciali con gli Stati del Pacifico: nel 2012 si vota, e i consensi si giocano sul calo di quel dato. La Cina non ha problemi "elettorali", ma non può far finta di niente di fronte alla bolla immobiliare sul punto di esplodere e a un divario economico tra città e campagna inaccettabile, solo per citare due emergenze. A fronte di tutto questo, il G-2 è un lontano ricordo.