Lina Palmerini, Il Sole 24 Ore 17/11/2011, 17 novembre 2011
TECNICI, MA CON RETI AMPIE NELLA SOCIETÀ
Di tecnico ha l’immagine, non la natura. Nel senso che l’Esecutivo Monti non è affatto sguarnito di reti per collegarsi alla società o al mondo politico. Al contrario. E la prima delle reti è il mondo cattolico, l’altra è garantita da personalità che sono state – e sono – crocevia di vicende politiche, di governi, di uomini politici diversi. Dunque, è attraverso un ambiente culturale – quello cattolico – e a uomini di "sistema" che questo Governo tesserà la sua tela per il consenso.
Cominciamo dal mondo cattolico fortemente rappresentato da figure più "ecclesiali" come quella dei ministri Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant’Egidio – snodo cruciale oltre che con il Vaticano anche nelle relazioni internazionali e vero soggetto di politica estera – e Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università Cattolica: entrambi sono stati tra gli artefici della recente convention di Todi dove è tornata l’aspirazione dei cattolici al protagonismo in politica. Lì, un mese fa c’erano tutti, dalla Cisl alle Acli a Cl, tutto il mondo delle imprese cattoliche e la Cei. E c’era anche Corrado Passera, figura centralissima dell’Esecutivo Monti, espressione – lui stesso – di quell’area culturale. Facile immaginare che l’interlocuzione con quei mondi non sarà difficile e i punti di incontro non saranno impossibili.
Cattolico è pure Renato Balduzzi, neo ministro della Salute, uno dei dicasteri "delicati" per il Vaticano, anche lui cattolico ma molto vicino a Rosy Bindi con cui ha lavorato quando lei era titolare dello stesso dicastero. Questo per dire che aree cattoliche diverse sono ugualmente presenti in un Esecutivo che nasce nel segno di un loro ritorno in politica. E questo lascia immaginare una forza politica in embrione che – se la missione del Governo sarà centrata – potrebbe prendere sostanza e leadership, magari nella figura di Passera. E con una supervisione di Pier Ferdinando Casini che di questo Governo è un forte azionista in prospettiva di un suo approdo al Quirinale.
Ma lasciando perdere il futuro, il presente di questo Esecutivo racconta con quali "macchine di consenso" ci si collegherà alla società: il sindacato, la Cisl, le Acli, Cl Confartigianato o Confcooperative fino alla Cei e al Vaticano. E poi ci sono le figure di snodo. Quelli che sono – e sono stati – grandi "incroci" stradali da cui sono passate vicende politiche, uomini politici, governi passati. Antonio Catricalà, per esempio. «Lui riassume in sè il tandem Letta-Amato», così lo racconta un deputato di lunghissimo corso. Poche parole per dire tutto. E raccontare una storia che parte dalla Prima Repubblica, quando era capo gabinetto di Antonio Maccanico e lì conobbe Passera – all’epoca alla guida delle Poste – ma poi è stato anche vicino a Pierluigi Bersani quando faceva le liberalizzazioni all’Industria per poi essere raffigurato l’alter ego di Gianni Letta, vicino a Silvio Berlusconi per la proprietà transitiva.
E un uomo di snodo è senz’altro Passera. Di lui si dice che fu l’unico banchiere a non votare alle prime primarie del Pd ma sono in molto che lo avvicinano al mondo del centro-sinistra, pur essendo stato vicino al Governo Berlusconi nel "salvataggio" Alitalia. Vicino per affinità e curriculum alle imprese, lo è però anche a quel sindacato cattolico – la Cisl – con cui ebbe stretta collaborazione e supporto proprio ai tempi dei risanamento delle Poste di cui fu artefice. E a suo modo un uomo-crocevia è Piero Gnudi visto che il suo debutto è con il primo Governo Berlusconi – quando approda a Roma come consigliere all’Iri – per prendere poi la delega alle privatizzazioni con Romano Prodi, diventare presidente Iri con D’Alema e poi presidente dell’Enel con i Governi di centro-destra e centro-sinistra. Bolognese, dicono di lui che sia equidistante da Romano Prodi e Pier Ferdinando Casini: va a cena con entrambi ma in bicicletta solo con l’ex premier.
E poi ci sono gli uomini-mastice. Quelli che serviranno invece a tenere incollati i voti dei parlamentari sui provvedimenti del Governo: Piero Giarda è il primo della lista. Cattolico – anche lui – vicino a Prodi, è stato per anni colui che faceva passare le finanziarie ma è stato chiamato – sei mesi fa – da Giulio Tremonti in una delle commissioni sulla riforma fiscale. Infine c’è chi rappresenta garanzie temperate all’una e all’altra parte. Paola Severino, per esempio, è stata una scelta apprezzata dal Pdl e Berlusconi alla Giustizia pur provenendo dallo studio di Giovanni Flick (prodiano). O Anna Maria Cancellieri, la donna all’Interno che dovrà portare alle prossime elezioni, che è stata commissario a Bologna e per mesi corteggiata dal Pdl – in particolare da Maurizio Lupi – come candidato sindaco. Così come un sindaco mancato – a Torino – è Francesco Profumo che fu sondato dal Pd (un po’ pure dal Pdl). Figure di mediazione, non più divisive.