Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  novembre 17 Giovedì calendario

LA MANOVRA - ROMA

Pensioni d´anzianità, Ici, evasione fiscale, ma anche privatizzazioni, liberalizzazione dei servizi pubblici locali e interventi sul mercato del lavoro per favorire la flessibilità in entrata e in uscita. Dal cappello di un governo di professori e manager non è escluso tuttavia che spuntino misure del tutto inedite. Il menù di Monti non può attendere: sarà la prima mossa del nuovo premier-ministro dell´Economia e dovrà essere fatta velocemente, almeno per portare i primi risultati a Bruxelles, il 29 novembre in occasione dell´esame da parte dell´Eurogruppo delle risposte italiane alle questioni poste dall´Unione. La possibilità di una manovra-ter, dopo le due di agosto, è sul tavolo: la riduzione delle stime di crescita del prossimo anno fanno salire il rapporto deficit Pil dall´1,6 previsto dal precedente governo al 2,3 per cento stimato nei giorni scorsi dalla Commissione europea. Tra mancata crescita, e maggiori costi per gli interessi dovuti alla tempesta degli spread, si parla di 20-25 miliardi: resta tuttavia aperta la questione dei tempi e potrebbe anche riaprirsi l´opzione pareggio di bilancio. L´obiettivo fissato al 2013 potrebbe essere rinegoziato Bruxelles - dove giocherà un ruolo chiave il nuovo ministro per gli Affari Ue Enzo Moavero - alla luce delle nuove misure.

1) Previdenza

A rischio i trattamenti di anzianità bonus per chi lavora più a lungo




E´ la sfida numero uno, cui dovrà lavorare la neo ministra del Welfare Elsa Fornero. L´abolizione delle pensioni di anzianità è chiesta dalla Bce e dalla lettera della Ue. Sul tavolo per ora ci sono molte ipotesi. Quella più probabile è la flessibilità d´uscita: introduce un mix di penalizzazioni e di premi a seconda del momento in cui il lavoratore sceglie di lasciare il posto, dai 62 ai 67-70 anni. C´è poi la più radicale quota 100, l´abolizione di fatto dell´anzianità dal 2015. Da oggi ai prossimi quattro anni, il mix minimo per andare in pensione salirebbe di 4 punti (ora siamo a quota 96). Infine, verrebbe esteso a tutti il sistema di calcolo contributivo pro-rata.

2) Lavoro

Il nodo licenziamenti e precari gli statali alla prova mobilità


Dualismo tra protetti e precari. Ma anche articolo 18 e pubblico impiego. I nodi del lavoro sono i più delicati e urgenti da affrontare. Da una parte le rigidità in uscita che fanno il paio con una flessibilità sinonimo di precarietà. Dall´altra la libertà di licenziare nel settore privato, come per gli statali con la mobilità obbligatoria e la messa in disponibilità biennale all´80% dello stipendio. Norme inserite nelle manovre estive, poi nella legge di Stabilità, infine confermate (come da richiesta) anche nella risposta all´Europa. E motivo di attrito con le parti sociali.

3) Liberalizzazioni
Legge annuale sulla Concorrenza il veicolo contro caste e privilegi
Più concorrenza. In tutti i settori. Tra le priorità del governo Monti, le liberalizzazioni sono considerate snodo cruciale per la crescita. A partire dalle professioni, da aprire ai giovani (un primo passo è nella legge di Stabilità appena approvata: possibilità di società di capitale tra professionisti e abolizione della tariffa minima). Lo strumento - previsto nel 2009 ma mai utilizzato dal governo Berlusconi - potrebbe essere la legge annuale sulla Concorrenza. Per rilanciare la competitività delle imprese con un mix di semplificazioni e deregulation.

4) Privatizzazioni
Prudenza sul gioiello Eni privati nelle municipalizzate

Il piano più radicale riguarderà le privatizzazioni. Dalla cessione di quote pubbliche in Eni, Enel, Poste, Rai e le altre partecipate (anche se non in una fase iniziale), all´accelerazione delle dismissioni del patrimonio immobiliare dello Stato, di fatto già previsto dal governo Berlusconi. A partire da caserme e carceri inutilizzate, come precisato nella risposta di Tremonti alla Ue. Per proseguire poi con le municipalizzate, laddove il governo potrà esercitare un potere sostitutivo di quegli enti locali che rifiuteranno o ostacoleranno l´apertura al mercato.

5) Lotta all´evasione

Tracciabilità dei pagamenti stretta sull´elusione dell´Iva

Il problema dell´evasione fiscale resta in prima linea. Proprio ieri la Corte dei Conti, in una accurata relazione in Parlamento, ha segnalato la persistenza della questione: il sommerso è al 18 per cento del Pil e se le tasse non pagate confluissero nel gettito la pressione fiscale salirebbe di 10 punti dal 43 al 53 per cento. Gli strumenti fino ad oggi usati dal governo si sono articolati su redditometro, stretta violenta sulla riscossione e misure altalenanti sulle norme anti-evasione. E´ il caso della tracciabilità: i pagamenti in contante erano stati vietati dal governo Prodi sotto i 12.500 euro, Tremonti ha ridotto il limite a 5.000 euro e infine, con il decreto del luglio scorso, a 2.500. Un nodo che senz´altro andrà affrontato. Come pure quello dell´Iva: il cosiddetto Iva-gap, cioè la differenza tra gli scambi effettivi e l´Iva raccolta è tra i più alti in Europa. Tracciabilità è la parola d´ordine.

6) Fisco
Tassa sulla casa o sui ricchi fisco, taglio alle agevolazioni

La partita si gioca tutta tra ritorno dell´Ici e una patrimoniale più estesa sulla quale tuttavia il governo non sembra puntare molto perché viene considerata depressiva. La priorità sembra dunque quella del ritorno dell´Ici sulla prima casa abolita nel 2008 dal governo Berlusconi: una misura che potrebbe dare un gettito di 3,5 miliardi. Non bisogna dimenticare tuttavia l´eredità del federalismo: l´Imu sulla seconda casa e la Res (la tassa del 2 per mille su tutti i residenti) scatteranno tra il 2012 e il 2013 e non è detto che la misura si intrecci con una revisione del federalismo ora che la Lega è all´opposizione. L´altro nodo è la delega assistenziale-fiscale che deve essere approvata entro il 30 settembre 2012. Conta nella manovra di agosto per 20 miliardi e fin dal prossimo deve dare un gettito di 4 miliardi. Altrimenti. secondo l´attuale legislazione, scatterebbero i tagli lineari alle agevolazioni fiscali.