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 2011  novembre 17 Giovedì calendario

RICCARDI, ORNAGHI E BALDUZZI LA PATTUGLIA DELLA SVOLTA DI TODI CHE UN MESE FA DISSE "BASTA"- ROMA - A

nostra insaputa il seminario dei cattolici a Todi (17 ottobre, esattamente un mese fa) era un piccolo consiglio dei ministri. Tre volti del nuovo governo Monti parteciparono ai lavori del convegno che mise una pietra sopra al governo Berlusconi e anticipò la richiesta di un governo tecnico. Quel giorno presero la parola Lorenzo Ornaghi, rettore dell´Università Cattolica e oggi ministro della Cultura, e Corrado Passera, neo titolare dello Sviluppo Economico e Infrastrutture. Andrea Riccardi non volle mancare pur avendo in programma un viaggio all´estero. Adesso siede al ministero della Cooperazione e Integrazione. Non sorprende perciò un certo entusiasmo del Segretario di Stato Tarcisio Bertone: «È una bella squadra».
C´è un filo "bianco" che lega l´esecutivo tecnico al cuore della Sante sede e delle gerarchie vaticane. Se Passera non si può certo definire un cattolico militante lo è invece a tutti gli effetti il ministro della Salute Renato Balduzzi, costituzionalista già presiedente del Movimento dei laureati dell´Azione cattolica. Balduzzi è vicino a Rosy Bindi, è stato un suo strettissimo collaboratore ai dicasteri della Sanità e della Famiglia. A Todi non c´era, ma è solo un dettaglio.
Accanto a questi nomi va inserito quello di Federico Toniato. Non si vede nelle foto ufficiali del Quirinale, ma negli ultimi giorni è stato spesso inquadrato alle spalle del presidente del Consiglio. È l´uomo ombra di Monti, è il funzionario del Senato dal curriculum impeccabile che ha preso appunti durante le consultazioni. Il premier vuole portarlo con sé a Palazzo Chigi. Apprezza le sue capacità già dimostrate a Palazzo Madama dove è il capo della segreteria. Senza dimenticare i suoi rapporti molto solidi con il Vaticano. Toniato, 36 anni, organizzò l´incontro di Renato Schifani con Papa Ratzinger nel novembre del 2008. E accompagnò il presidente del Senato all´udienza privata.
Potevano essere ben quattro i ministri reduci da Todi. Carlo Dell´Aringa, candidato al Welfare, è saltato all´ultimo secondo per il veto secco della Cgil e della sinistra del Pd. Indigeste le sue posizioni sul mondo del lavoro espresse anche nel seminario umbro. Ma tre cattolici impegnati nella società sono comunque un grande risultato per una Chiesa che ha archiviato il berlusconismo, dopo avergli fatto sponda in passato, rivendicando un ruolo dei credenti molto più attivo e molto più visibile. Ornaghi è da sempre vicino a Camillo Ruini e alla Cei. Non a caso un grande conoscitore delle stanze vaticane come Dino Boffo, direttore di Tv2000, a ottobre pronosticava: «Il professor Ornaghi oggi o domani può far bene all´Italia tutta». Il discorso del rettore della Cattolica a Todi fu uno dei più politici. Divenne quasi uno slogan la sua ricetta per un nuovo protagonismo cattolico: «Abbiamo bisogno di una scomposizione e ricomposizione delle forze politiche». Riccardi non è da meno. Centrale come fondatore della Comunità di Sant´Egidio è il suo ruolo nella politica estera. Ma le sue ramificazioni nella politica italiana sono estese e vanno soprattutto dal Terzo polo al Pd. La prova del governo può diventare la palestra della leadership cattolica per il futuro. Il Sir, l´agenzia di stampa della Cei, lo dice senza ipocrisie: «Nasce un esecutivo di livello. Deve disegnare la nuova fase del sistema politico che si sta aprendo». Festeggia il Forum delle associazioni cattoliche. «Era quello che volevamo», dice il portavoce Natale Forlani. A Todi forse il governo Monti era già pronto. Non a loro insaputa.