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 2011  novembre 16 Mercoledì calendario

CORSI E RICORSI STORICI NELL´ITALIA DELLE FAIDE

Quando si sente discorrere di svolte, cambiamenti, nuove partenze o giri di boa, o «crescita», ritornano in mente i famosi corsi e ricorsi storici studiati da bimbi nelle scuole. Spesso in contrasto versus i caratteri etnici riscontrati costanti e invariabili nelle varie società dagli antropologi. E assiduamente verificabili in base a parametri di operosità, produttività, buona lena industriale.
A proposito dell´Italia, e delle situazioni più italiane, ora si discute piuttosto sui vari media, televisivi e internettici. E le loro influenze transitorie o definitive sulle costanti nostrane profonde. E anche sui nostri nuovi corsi antropologici. Superficiali, apparenti? O senza ricorsi, cioè senza più ritorno?
«Qualcosa sta cambiando» si diceva già ai tempi di Giulio Cesare. E col Duce, per esperienza sofferta, analoga musica, probabilmente. Ma già nel Medio Evo, testimone Dante Alighieri, le faide intestine fra Guelfi e Ghibellini, Bianchi e Neri, Capuleti e Montecchi (ecc.) risultano abbondantissime anche nei centri minori. Con abituali percentuali intorno al fifty-fifty, per ciascuno dei due contendenti. E reciprocamente, regolarmente, per le due fazioni, condanne finali al rogo, alla fucilazione, o simili. In questa serva Italia, di dolore ostello ma anche patria di pizze e spaghetti così popolari all´estero, normalmente i fratelli hanno sempre ucciso i fratelli. Mai, lungo i secoli, qualche tentativo di cultura bipartisan, o un´abitudine democratica alle alternative politiche, come in ogni prestigioso estero. «Gelo fra», «Fuoco tra», «Tempesta con», «Bufera su», risultano le formule più puntuali ed esatte, per le opposte tifoserie. Altro che «a tavolino».
In altri tempi, quando l´impegno civico era di moda come l´alta moda, volentieri si discorreva di «intellettuali» quali dirigenti istruiti indicatori di cammini progressivi ai «lavoratori» disponibili. Preferibilmente (un termine ormai leggendario) «metalmeccanici».
Così, oltre mezzo secolo fa, Angus Wilson: «Il Pathos era la sensazione dominante nell´Impegno di Priscilla: la guidava all´autogoverno dei popoli emergenti, nelle commissioni per la pubblica assistenza, nel soccorso basco, nelle cliniche psichiatriche per bambini, nel tribunale per la riduzione degli affitti, la fissò emotivamente come un bimbo che gioca con gli ospedalini per le bambole».
Il Manzoni era più sbrigativo. «La sventurata rispose». «Lui folgorante in soglio ��� vide il mio genio e tacque». Nonché: «O stranieri, strappate le tende ��� da una terra che madre non v´è». Altro che il Prestigioso Estero. O la reverenza italiana per i giudizi dei corrispondenti stranieri a Roma, entro giornali più rispettati dei nostri.
Ma quando in seguito a ripensamenti e piroette anche gli intellettuali grandi o piccini diventano di consumo e di massa, come la moda pronta ossessiva nella pubblicità... Allora una vecchia e vasta élite di professionisti affermati continua certamente a viaggiare e leggere, a frequentare opere e concerti e mostre, nonché ricevimenti... Però, quale "medium" tipo giornale o tv continuerebbe a chiedere «una battuta» o «una provocazione» a un supposto Maestro di Pensiero ��� medico, avvocato, ingegnere, scrittore ��� accanto alle opinioni dei critici titolari, e in coda alle sfilate dei politici? ... E gli intellettuali più giovani, saranno davvero così propensi alla provocazione, alla trasgressione, alla irriverenza generazionale, alla generale insolenza di tutti contro tutti?
In realtà, dopo l´estinzione di veri Maestri nelle varie culture e nei diversi paesi, forse ��� trattando dell´Italia ��� in nessun altro Paese civile vigono così profonde ignoranze non solo giovanili circa il proprio passato, il comportamento dei personaggi storici nelle congiunture concrete, dunque i precedenti. Corsi e ricorsi "situazionistici", se vogliamo. Comunque, circostanze dovute alle più caratteristiche e tipiche nostre "costanti" etniche, nonché etiche. Mentre tutta l´intera Tradizione Italiana pare popolarmente ridotta agli antichi sapori della bisnonna in cucina. Mangiando sempre di più: altro che il problema degli spaghetti davanti al naso dell´affamato, «se non li magni tu, li magna tutti il zio!», grande trionfo per Macario, Totò, Taranto, i De Rege, eccetera ...
Sarà adesso una colpa della scuola, di studenti e docenti, o del trash in televisione e sui blog, o della «volgarità imperante», se ogni più scontato corso o ricorso storico, o antropologico, o atavico, viene recepito come una circostanza "a sorpresa"?
...Novità?... Regressione?... I mercati?... Le scuse?... Inanellando?... Adrenalina?... Auspici?... Rispetto?... Degradi abusivi?... Carismi blindati?... Intralci paludati?... Ancora stralunati?... Staccando la spina alle provocazioni?... Impietosi, chi?...