Claudio Plazzotta, Italia Oggi 17/11/2011, 17 novembre 2011
LE VERE RADICI CULTURALI DI PASSERA
Il primo impegno ufficiale del superministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, Corrado Passera, può essere indicativo del nuovo corso del governo Monti e dei suoi riferimenti culturali. Passera, infatti, volato ieri da Milano a Roma per il giuramento e gli impegni dell’esecutivo, non è comunque voluto mancare ieri sera, con un intervento in videoconferenza, alla presentazione meneghina de La baracca degli angeli. Il volume, scritto da Roberto Gatti (manager di Unicredit che si occupa di fusioni e acquisizioni) e pubblicato da Mursia, è dedicato ai rapporti tra finanza e no profit, ha una prefazione del cardinale Stanislao Dziwisz (per 40 anni segretario particolare di Giovanni Paolo II), e una presentazione a cura di Mario Draghi, presidente della Bce. Eccolo qui l’humus in cui si sono formati gli uomini chiamati da Mario Monti a rimettere in sesto l’Italia. E Passera (nelle vesti anche di consigliere delegato e ceo Intesa San Paolo), ieri sera, si è ritrovato a dibattere, seppur a distanza, con monsignor Angelo Bazzari, presidente della fondazione Don Carlo Gnocchi, Marco Garzonio, presidente dell’Ambrosianeum, e Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire. Un ambiente lontano anni luce dal terreno di coltura del precedente governo Berlusconi. E lo stesso Draghi spiega che «gli economisti sono abituati a descrivere il comportamento degli individui in termini di soddisfacimento dei loro bisogni e a concentrarsi sulla disponibilità di risorse materiali che permettano di realizzarlo. Spesso dimenticano, tuttavia, che la società non è composta esclusivamente di individui indipendenti, capaci di decidere autonomamente del proprio destino, pienamente responsabili delle proprie azioni. Tutti gli esseri umani, all’inizio della vita così come alla fine, nella maggior parte dei casi, vivono in una condizione di dipendenza in cui necessitano dell’aiuto degli altri: per molti, questa condizione dura per periodi più lunghi, talora per l’intera vita, a causa di malattie e handicap: Non si può discutere di benessere degli individui in una società giusta senza considerare queste differenze». Insomma, una cara e vecchia economia sociale di mercato in salsa Bce per uscire dal pantano.