Stefano Sansonetti, Italia Oggi 17/11/2011, 17 novembre 2011
UN GOVERNO CON MOLTO CREDITO
C’è da scommetterci. Quello partorito da Mario Monti è un esecutivo che godrà di un gran Credito, proprio da scrivere con l’iniziale maiuscola. La componente di estrazione bancaria, infatti, risulta piuttosto consistente. Da questo punto di vista il nome più facilmente collegabile al mondo delle banche è quello di Corrado Passera, fino a ieri consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, sul quale Monti ha deciso di concentrare il peso di due ministeri, quello dello sviluppo economico e quello delle infrastrutture e dei trasporti.
Naturalmente Passera si è subito dimesso da Ca’ de Sass, ma la sua uscita dalla banca sembra essere stata influenzata anche dal forte logoramento dei rapporti con Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza dell’istituto.
Ma al governo arriva un altro rappresentante di rilievo di Intesa Sanpaolo, ovvero il vicepresidente del consiglio di sorveglianza, Elsa Fornero, nominata ministro del lavoro e delle politiche sociali. Ordinario di economia all’università di Torino, nonché componente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale, la Fornero può vantare anche un posto nel consiglio di amministrazione di Buzzi Unicem, società quotata a piazza Affari che produce materiali da costruzione. Un’affermazione, la sua, che si è perfezionata sul filo di lana, bruciando all’ultimo momento l’altro candidato forte al Welfare, Carlo Dell’Aringa, docente di economia alla Cattolica di Milano. Il quale, ai fini della decisione finale, sembra aver pagato il fatto di essere presidente e azionista di Ref (Ricerche per l’economia e la finanza), una società di consulenza che tra i suoi clienti ha annoverato (e ancora annovera) mezza pubblica amministrazione italiana, tra cui lo stesso dicastero del lavoro.
La presa del settore creditizio, però, non si esaurisce qui. Tra gli uomini individuati da Monti, anche lui legato da un rapporto di consulenza alla banca d’affari americana Goldman Sachs, hanno la stessa matrice anche Piero Giarda e Piero Gnudi. Il primo, che insegna scienza delle finanze sempre alla Cattolica di Milano, è il nuovo ministro per i rapporti con il parlamento. Tra i suoi attuali incarichi risulta un posto nel consiglio di sorveglianza del Banco Popolare, l’istituto di credito nato dalla fusione fra Banco popolare di Verona e Novara e Banca popolare italiana, e la presidenza della Cassa del Trentino, controllata dalla provincia autonoma di Trento. Quella di Giarda non è la prima esperienza all’interno di una compagine governativa. Dal 1996 al 2001, infatti, è stato sottosegretario al ministero del Tesoro durante il primo esecutivo Prodi e i successivi governi D’Alema e Amato. In più, a dimostrazione di una certa trasversalità, era stato scelto dall’ex ministro dell’economia, Giulio Tremonti, per la guida di uno dei quattro tavoli per la riforma fiscale, in particolare quello dedicato allo screening della composizione del bilancio e del patrimonio pubblico. Insomma, competenze che a vario titolo potranno tornare utili ai progetti di Monti.
E contatti con il mondo delle banche caratterizza anche Piero Gnudi, ultimo presidente dell’Iri e già presidente dell’Enel. Nato a Bologna, adesso entra nel governo Monti con la responsabilità di ministro del turismo e dello sport. Particolarmente denso è il carnet degli incarichi di Gnudi. Non soltanto, infatti, è consigliere di amministrazione di Unicredit, banca che in questi giorni sta cercando di sostenere il peso di una ricapitalizzazione da 7,5 miliardi di euro, ma siede anche nei cda di Astaldi, gruppo delle costruzioni quotato in borsa, e della società farmaceutica Alfa Wassermann.