Filippo Facci, Libero 17/11/2011, 17 novembre 2011
ALTO SPREAD IN VALPADANA
Curiosa sensazione. Già prima, nel classificare gli articoli di giornale, non capivo come i redattori delle rassegne stampa riuscissero a distinguere per esempio tra «Parlamento» e «istituzioni», tra «lavoro» e «affari sociali», tra «ambiente» e «territorio» eccetera. Pure mi chiedevo come direttori e redattori, nel disegnare le pagine, decidessero il piazzamento di argomenti ormai globalizzati e come cioè distinguessero «interni» da «esteri», ma pure «politica» da «gossip». Ora voglio vedere come andrà col governo Monti, come separeremo «politica» da «economia», «economia » da «finanza», «interni» dalla Merkel, «Palazzo» da «Francoforte». Se faremo tutti, al posto delle previsioni del tempo, la pagina «spread». È come se una Repubblica fosse finita da un minuto all’altro; come quando, a scuola, arriva un nuovo e serioso professore a sostituirne uno più scalcagnato e compagnone: sai che è un bene, ma pure che è finito il divertimento. L’aristocrazia decisionale del governo Monti ci guarda da dimensioni separate, ovattate, non la vedremo mai azzuffarsi a Ballarò, trasvolerà il canaio politico ma anche la democrazia residuale che il porcellum ci aveva lasciato: ma che, bene o male, eravamo noi. L’incredibile è che molti sono contenti proprio per questo. E sta bene. Benvenuti in Europa.
Filippo Facci