Alberto Mattioli, La Stampa 17/11/2011, 17 novembre 2011
Lei collezionava mariti e gioielli. Meglio ancora, mariti in grado di regalare gioielli, perché aveva capito che davvero i diamanti sono i migliori amici di una ragazza
Lei collezionava mariti e gioielli. Meglio ancora, mariti in grado di regalare gioielli, perché aveva capito che davvero i diamanti sono i migliori amici di una ragazza. A forza di sposarsi (otto volte) e di ricevere doni per fidanzamenti, nozze e talvolta addii, Elizabeth Taylor mise insieme la collezione di pietre preziose più sfavillante di Hollywood. Adesso la star dagli occhi pervinca non c’è più e Christie’s, il 13 e 14 dicembre prossimo, metterà all’asta 269 suoi gioielli. Un incanto all’incanto, che dovrebbe fruttare più di 30 milioni di dollari. Intanto, però, la collezione Taylor gira il mondo, come un’ultima malinconica tournée della star: dopo Mosca, Londra, Los Angeles e Dubai, mercoledì e ieri ha toccato Parigi, poi andrà a Hong Kong e Tokyo. Fra i fornitori della real casa Taylor spiccano il terzo marito, il produttore Mike Todd e, a sorpresa, Michael Jackson, che regala all’amica Liz, fra altre gemme, un anello di diamanti e zaffiri da 120 mila dollari. Ma il donatore (e domatore) numero uno è lui, Richard Burton, sposato due volte con contorno di film e litigate ugualmente kolossal. Il 23 gennaio ’69 si presenta alla moglie con il pezzo più celebre: una perla a pera da 55 carati, nota come «La peregrina» e stracarica di storia. Filippo II di Spagna la regalò alla fidanzata Maria Tudor, in arte «la sanguinaria», poi passò nelle collezioni reali di Madrid e fu immortalata da Velázquez al collo di infante e regine. Fattasi la pera, per portarla miss Taylor ordinò a Cartier un collier di rubini e diamanti: tutto l’insieme è valutato dai due ai tre milioni di dollari. Altro gioiello storico è quello che, quando Burton lo comprò nel ’68 per 300 mila dollari, era «il diamante Krupp» e oggi è «il diamante Taylor»: 33 carati di pura luce. Lei lo portava sempre e diceva: «Il mio anello mi dà una strana sensazione di bellezza». E di ricchezza: vale 3 milioni di dollari. Insomma, Burton avrà anche amato troppo il whisky, ma sapeva farsi perdonare. Un esempio? Sia lei che lui adoravano giocare a ping-pong. Durante le vacanze di Natale del ’70 a Gstaad, Richard promise a Liz un diamante se lei l’avesse battuto con almeno 10 punti di distacco. Detto fatto: lei ci riuscì e lui andò subito dal gioielliere. E, già che c’era, di brillanti ne comprò tre, subito ribattezzati, ovviamente, «i diamanti ping-pong». Piccoli oggetti raccontano grandi storie. Per esempio, le fedi della coppia (ovviamente con diamanti), la spilla a forma di tre piume, stemma del Principe di Galles, appartenuta a Wallis Simpson e uno specchio in oro e turchesi di Bulgari, comprato a Roma nel ’62 fra una scena e l’altra del peplum Cleopatra . Del resto, Richard lo diceva: «Ho presentato Liz alla birra e lei mi ha presentato Bulgari».