Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  novembre 03 Giovedì calendario

IL GIANICOLO CHE AGITA LA SPAGNA

Una nutrita serie di eventi ogni anno, mostre di architettura, arte contemporanea e fotografia, videoinstallazioni, concerti, convegni, seminari, presentazioni di libri, spettacoli di teatro: questa la multiforme attività dell’ Accademia di Spagna, che da centotrenta anni ha sede nell’ antico convento francescano annesso alla chiesa di San Pietro in Montorio sul Gianicolo. Un gioiello di architettura che include il Tempietto del Bramante, un chiostro affrescato dal Pomarancio e uno dei più straordinari affacci sulla città. E che, oltre a ospitare ogni anno una ventina di borsisti, attrae centinaia di visitatori, soprattutto nella stagione dei concerti di musica contemporanea, quando nel chiostro si riuniscono regolarmente un’ ottantina di spettatori. Il successo delle iniziative è dovuto in gran parte all’ energia di Enrique Panés, una lunga carriera di diplomatico alle spalle, già ambasciatore a Lisbona e a Seul, nominato tre anni fa direttore dell’ Accademia grazie ai suoi interessi culturali, alla sua lunga consuetudine con Roma, dove ha vissuto come diplomatico, e a una assidua collaborazione con i precedenti direttori dell’ istituto spagnolo sul Gianicolo. Collaborazione che negli ultimi anni si è estesa ai progetti del Comune, come il Festival internazionale della fotografia e la Fiera di arte contemporanea, e alle università cittadine: con quella di Roma Tre ha recentemente organizzato una rassegna di pittori italiani contemporanei, ai quali sono state commissionate opere ispirate a García Lorca. Per questo ha suscitato grande stupore nelle istituzioni capitoline la notizia, rilanciata dal giornale spagnolo di centro destra ABC, di una probabile rimozione di Enrique Panés prima della scadenza del mandato. «L’ ingerenza politica avvelena il cambio all’ Accademia di Spagna» titola il giornale. E spiega che la conferma per altri due anni di Panés si è impantanata nella campagna elettorale: in previsione della sconfitta del Psoe, molti funzionari del partito si starebbero disputando quello che è considerato «uno dei posti più golosi dell’ amministrazione». Intanto, scrive ABC, «è certo che il ministro degli Esteri spagnolo ha deciso di non rinnovare il mandato all’ attuale direttore». E aggiunge che la polemica è scoppiata a Madrid la scorsa settimana quando si è saputo che Elena Salgado, ministro delle Finanze, ha espresso la volontà che venga nominato uno dei suoi uomini di fiducia, Fernando Puig de la Bellacasa. Insomma uno scandalo, perché mai si era visto un uomo di partito avere la precedenza su un personaggio della cultura nella direzione di un centro di prestigio come è quello dell’ Accademia. E perché queste manovre andrebbero contro lo statuto dell’ Accademia stessa. Nel frattempo, nelle sale espositive dell’ ex convento di San Pietro in Montorio, si va avanti con l’ allestimento della prossima mostra, che si inaugura il 10 novembre e presenta le sculture più recenti di Salvator Juanpere, partito dall’ arte povera e dall’ influenza di Joseph Beuys e approdato a un tipo di installazione che fa riferimento al patrimonio culturale romano. Ma non si sa che fine faranno i progetti già stabiliti per i prossimi due anni.
Lauretta Colonnelli