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 2011  novembre 17 Giovedì calendario

MILANO

La soluzione per i problemi dell´euro? Il (non la) "neuro" e il "seuro". Fino a qualche settimana fa sembrava pura di fantafinanza. Oggi - con Italia e Grecia nella bufera e persino Parigi sul filo del rasoio - i falchi del vecchio continente stanno valutando se rispolverare il loro vecchio sogno: la divisione in due della moneta unica. Da una parte il neuro, l´euro del Nord, con dentro i paesi più virtuosi: Germania, Benelux, Finlandia, Austria, Slovenia e (forse) Slovacchia ed Estonia. Dall´altra un euro del Sud (il seuro) - «svalutato anche del 30%», calcola Francesco Daveri, professore di economia all´università di Parma - per i "ripetenti" del continente: Italia, Spagna, Portogallo, Cipro, Malta e Grecia. In mezzo la Francia. Candidata per grandeur nazionale e rating attuale - la tripla A - a un posto in serie A ma destinata, dicono tutti, a far da capoclasse agli indisciplinati, finanziariamente parlando, alunni della serie B.
I vantaggi? Gli sponsor del piano non hanno dubbi: «L´area seuro potrebbe stampar moneta, rendere più competitive le sue esportazioni e rimettere a posto i bilanci fuori dalle maglie strette del supereuro attuale», è la teoria di Hans Olaf Henkel, ex presidente della Confindustria tedesca. Evitando il trauma di un ritorno a dracma e lira. Berlino & C. - è sottointeso - manderebbero giù il boccone amaro della perdita di competitività sul fronte dell´export con la soddisfazione di non doversi far più carico del salvataggio dei brutti anatroccoli dell´Unione. «Se Italia e Grecia finissero sull´orlo del default - ha ammesso l´economista Luigi Zingales - . L´opzione meno costosa sarebbe sdoppiare l´Eurozona, evitando fallimenti a catena».
Angela Merkel fino ad oggi ha smentito ogni ipotesi di doppio euro. «I problemi tecnici sarebbero giganteschi - dice Daveri - . Con che valuta, per dire, verrebbero convertiti i titoli di Stato dei paesi coinvolti?». La svalutazione la pagherebbero i debitori (Italia, Spagna & C.) o i creditori (le banche francesi e tedesche in primis)? Non solo. La concorrenza implicita tra i due euro potrebbe fare da detonatore per l´implosione di tutta l´architettura Ue: se la moneta unica fosse stata divisa nel 2009 - calcola David Bloom di Hsbc - il supereuro varrebbe oggi 1,79 contro il dollaro mentre il minieuro arrancherebbe a 1,1 rendendo molto più convenienti le merci di Italia & C. I big del neuro, a questi livelli, sarebbero tentati di difendere le loro aziende imponendo dazi ai cugini del suero. E addio Europa unita.
«C´è anche un´ipotesi più soft - suggerisce Mario Deaglio, che ha appena dato alle stampe "La crisi che non passa", il tradizionale rapporto Centro Einaudi-Ubi - : tornare al meccanismo dello Sme». Un euro a due velocità, d´accordo, ma a fasce d´oscillazione controllate. «La svalutazione massima per i paesi meno virtuosi dovrebbe essere del 10%», suggerisce Deaglio. Imponendo piani di rientro quando ci si avvicina a questa soglia.
La Francia? «Temo starebbe in serie B», dice Deaglio. Alla fine toccherà che qualcuno lo dica a Sarkozy.