Alessandra Ricciardi, Italia Oggi 16/11/2011, 16 novembre 2011
SULLA STRADA DI MONTI LA MINA CGIL
Sarà uno degli ossi più duri per Mario Monti, quella Cgil che chiede una forte discontinuità rispetto al precedente esecutivo e che ha già minacciato guai a chi tocca pensioni, lavoro, scuola. La Cgil rischia di essere, insieme alla Lega Nord, la vera, unica opposizione rispetto ai programmi che Monti si prefigge di realizzare per tirare fuori l’Italia dalla crisi e dagli attacchi speculativi dei mercati finanziari: il Carroccio in parlamento, il sindacato di Corso Italia nelle piazze e nei luoghi di lavoro.
Una mina che sarà duro disinnescare, soprattutto se il Pd di Pier Luigi Bersani riuscirà, in queste ore in cui si decide la compagine governativa da portare al Colle e poi al voto di fiducia di camera e senato, a tenersi fuori dall’agone politico, confermando solo un appoggio tecnico al nuovo esecutivo. Perché in questo caso, per la Cgil contestare l’operato del nuovo governo non significherà in automatico contestare il partito di riferimento. Nel caso di ingresso di politici pd nell’esecutivo invece, si potrebbe assistere alla rottura di quel cordone che ha legato la sinistra del pd al sindacato di Corso Italia, a tutto vantaggio di Sel. Insomma, la Cgil potrebbe essere un bel problema anche in casa Bersani, che potrebbe perdere l’interlocuzione privilegiata con il sindacato. Con una qualche soddisfazione prevedibile per la Cisl di Raffaele Bonanni che in questi anni nel pd non ha avuto una grande sponda. Gli interventi più a rischio sono quelli sul lavoro e sulle pensioni. Al termine del vertice di ieri tra le parti sociali e Monti, apprezzamenti sono giunti dai principali interlocutori, da Confindustria ai giovani precari ai dirigenti delle pubbliche amministrazioni dell’Agdp. Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ha precisato di apprezzare il metodo seguito da Monti. «Siamo in attesa che si concluda l’iter di formazione del governo e poi vedremo gli annunci concreti e li valuteremo. Per ora siamo di fronte ad affermazioni di metodo», ha detto la Camusso, «non di programmi». Il presidente del consiglio incaricato, ha aggiunto la leader della Cgil, «ci ha illustrato l’idea di lavorare non sull’emergenza ma di lavorare su questo Paese per le riforme e per la crescita», e poi ha precisato: «Non diamo deleghe in bianco». Bonanni ha chiesto un nuovo patto sociale tra governo, imprese e sindacati per definire l’itinerario e l’azione del governo e coniugare rigore ed equità sociale. Chiede una pubblica amministrazione efficiente Marco Paolo Nigi, segretario Confsal. Il leader dell Uil, Luigi Angeletti, ha indicato una riforma della tassazione che allegerisca il peso sul lavoro dipendente. «Negli incontri avuti oggi con le parti sociali sono stati fatti da diverse parti riferimenti concreti a possibili provvedimenti» dirà Monti a chiusura delle consultazioni, e sono stati «offerti contributi concreti di possibili sacrifici parziali in vista di un risultato positivo generale». Il resto si vedrà.