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 2011  novembre 16 Mercoledì calendario

LA GUERRA DELLO STORICO CANTIMORI CONTRO NIETZSCHE E ADORNO - È

lo storico Delio Cantimori, tra i consulenti einaudiani, il più accanito avversario di Friedrich Nietzsche. Sarà Felice Balbo il 16 ottobre 1950 a riferire la proposta di Giorgio Colli di pubblicare le opere postume del filosofo tedesco del nichilismo. Verbale: «Dopo breve discussione il Consiglio unanime chiede a Bobbio che precisi le ragioni positive per cui oggi vale la pena di pubblicare un volume di scritti giovanili di Nietzsche. Si desidera che Bobbio si assuma cioè la responsabilità diretta del volume e non che si sobbarchi a giustificarlo in una prefazione. Senza questo parere chiaramente positivo di Bobbio, Cantimori, Giolitti e Muscetta non vedono l’opportunità di tale pubblicazione». Il parere di Bobbio è positivo, purché si operino tagli significativi. Ma Cantimori tuona a commento del verbale torinese del 25 ottobre: «Chi ha proposto Nietzsche giovanile ha detto come tutto argomento "perché non farlo?". A Roma è stato risposto: "perché farlo?". Invece di farci lezioni sul modo di argomentare dovreste rispondere perché sarebbe necessario o utilissimo farlo. Se c’è bisogno di documentarsi meglio attraverso le nostre repliche vuol dire che non ci sono reali argomenti positivi». E qualche giorno più tardi, il 31, quando viene a sapere del rifiuto di Colli a operare tagli, Cantimori è ancora più chiaro: «Mi oppongo decisamente. La proposta Bobbio meritava d’essere discussa, ma una edizione integrale di N. giovanile come "testo sacro" sarebbe così evidentemente tendenziosa...». Nel verbale dell’8 novembre, la questione Nietzsche si dichiara risolta: «Si è d’accordo per lasciar perdere la proposta». Un’altra tassativa presa di posizione di Cantimori è quella che riguarda T.W. Adorno, i cui Minima moralia vengono proposti nel 1952 da Renato Solmi: «A confronto delle cose che già conosco, l’Adorno mi sembra scadente: è una lontana risonanza di quella letteratura del periodo "weimariano", con la novità dell’impostazione dell’esilio; ma se l’esilio non gli ha insegnato altro... (con tutto il rispetto, mi raccomando bene!) Perciò permettetemi di sorridere della ingenuità di chi trova qualcosa di così importante da doverlo tradurre...».
Verbale: «Il Consiglio prende atto della esauriente e gustosa relazione di Cantimori e invita il primo relatore, Solmi, a preparare un’"apologia" da inviare a Cantimori». Impossibile dire se l’apologia ci fu, ma i Minima moralia, dopo un parere positivo di Bobbio, sarebbero usciti nella traduzione di Cesare Cases.
Cantimori, non pago della sconfitta, avrebbe poi posto un inutile veto anche a L’uomo senza qualità di Musil, considerato «pesante e noioso» e consigliato anche, con qualche riserva, da Bobi Bazlen.
p.ds.