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 2011  novembre 16 Mercoledì calendario

L’ITALIANO CHE HA CAMBIATO IL MONDO

Quando il generale Eisenhower divenne presidente degli States nel 1952, una delle sue prime decisioni fu quella di invitare a cena alla Casa Bianca i più importanti scienziati del paese. Era un segnale chiaro contro il “complesso militare-industriale” contro cui si scagliò a lungo e dal quale lui stesso proveniva.
Sarebbe un bel segnale se, sessant’anni dopo, nell’Italia massacrata dai tagli alla ricerca, il neo-premier Mario Monti decidesse di far partire altrettanti inviti a cena. Se optasse per questa decisione, un posto d’onore andrebbe riservato a un uomo che ha onorato l’Italia, che è punto di riferimento del mondo e nel 2010 ha ricevuto dalle mani del presidente Obama, la “National Medal of Technology and Innovation”, il più grande riconoscimento che gli Stati Uniti riservano agli uomini di scienza. Si chiama Federico Faggin, ha settant’anni e con il suo lavoro ha cambiato il mondo.
Nato a Vicenza, Faggin si diploma in un istituto tecnico e poi si laurea in Fisica all’Università di Padova. Dopo un breve passaggio all’Olivetti – dove si adopera su un prototipo di computer – nel 1968 prende un aereo per la nascente Silicon Valley dove viene assunto alla Fairchild Semiconductor. La Fairchild era allora un’azienda leader nel nascente settore dell’elettronica, fondata pochi anni prima da William Shockley, Nobel per la Fisica e inventore del transistor. Shockley, però, è un genio degli elettroni ma un pessimo imprenditore. Così un gruppo di giovani talenti guidati da Gordon Moore e Robert Noyce prende la propria strada e fonda la Intel.
Nei suoi laboratori, esattamente quarant’anni fa, un team guidato proprio da Faggin, realizza il primo microprocessore della storia: il 15 novembre 1971 arrivava sul mercato l’Intel 4004. Anche se ormai molti di noi utilizzano un computer, pochi conoscono il suo funzionamento e l’importanza del microprocessore . Ma non è complicato. L’informatica si basa su linguaggio binario di 0 e 1. Questi 0 e questi 1 vengono generati da interruttori, inizialmente erano valvole termoioniche, grandi – e calde – come una lampadina. Poi, i transistor. Il microprocessore è esattamente una massa di mini-transistor stampati su una piastra di silicio (più alcune funzioni logiche). Maggiore il numero di transistor, maggiore la potenza del processore. Il primo della storia, quello che ha appena compiuto 40 anni, era a 4 bit, ovvero in grado di processare quattro linee di dati alla volta. Col tempo, tutto è cambiato: come pronosticato proprio dal fondatore di Intel Gordon Moore, che ha dato il nome all’omonima legge (“a parità di prezzo la potenza di calcolo dei microprocessori raddoppia ogni 18 mesi”) oggi, i processori Intel hanno prestazioni 350 mila volte superiori e consumano una quantità di energia 5 mila volte inferiore. Ma quel 4004 bastò a fare rivoluzione. Era sufficiente una piastra di silicio a pochi dollari per avere un computer. Tra i primi che lo capirono, Steve Wozniack, che nel 1976 fondò la Apple con Steve Jobs. Il computer, finalmente “personal”, era pronto a cambiare le nostre vite. Grazie a un italiano misconosciuto che, come minimo, meriterebbe un invito a cena.