Anna Maria Pasetti, il Fatto Quotidiano 16/11/2011, 16 novembre 2011
IL CRITICO E L’ANTEPRIMA: IL VERO MOSTRO È IN SALA
Ma quand’è che trombano? E poi mi piacerebbe capire come fa un vampiro ad avere un’erezione...”. Sussurrava un licantropo al vampiro della poltrona accanto. Mentre in fondo alla fila, un assetato vulturo (ovvero un vampiro cattivo) si compiaceva delle spremute “in rosso” somministrate alla morente protagonista, perché “buon sangue non mente”. Anche se lo sciacallo vicino, consumato dalla noia, la vorrebbe impalare (“E fatela morì sta Bella tristona, che manco li morti se la pijano”). Insomma, diciamola tutta, il vero Twilight è al di qua dello schermo, e i mostri siamo noi, i cine-critici e giornalisti che la saga se la godono puntualmente ogni anno in première stampa, con un rituale da setta segreta che esplode in parossismi da far impallidire Stephenie Meyer. La sala romana del The Space anche stavolta era gremita. Per raggiungerla abbiamo dovuto meritarcela, vincendo con silenzio e pazienza una serie di prove iniziatiche: primo controllo sulla lista delle “prenotazioni”, segue imbustamento di cellulari e derivati come misura antipirateria, passaggio dal metal detector (per evitare un finale alla Inglorious Basterds), firma al bancone dei sorridenti addetti stampa Eagle Pictures che ci offrono la t-shirt “ufficiale” e il “sacro” best-seller. Un bottino per il quale i teenager si strappano i capelli. Ma noi, che siamo i veri “mostri”, non lo doneremo ai nostri figli, nipoti o via parentando: ce li conserveremo in casa, nascosti tra il futuro vintage, perché sotto sotto siamo avidi del possesso “cult”, voyeuristi dentro e morbosi fino all’ultima goccia del sangue di quel trittico amoroso surreale e parecchio perverso di cui forse siamo un po’ gelosi. Ora che abbiamo sputato il drago che è in noi, e vorremmo farci sedurre dal vampiro o licantropa di turno, siamo autorizzati a entrare e nutrirci di quel trash che, alla fine, ci rende partecipi. Buona visione, il culto è servito.