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 2011  novembre 16 Mercoledì calendario

Ha intimidito generazioni di allievi che non avevano studiato abbastanza, fulminato compagni di partito e avversari che menavano il can per l’aia nella (breve) stagione del suo impegno politico e fatto arrossire un giovane e rampante esponente della finanza che si era permesso di non rispondere a una sua domanda diretta durante un cda: "Se le chiedo una cosa, me la dica

Ha intimidito generazioni di allievi che non avevano studiato abbastanza, fulminato compagni di partito e avversari che menavano il can per l’aia nella (breve) stagione del suo impegno politico e fatto arrossire un giovane e rampante esponente della finanza che si era permesso di non rispondere a una sua domanda diretta durante un cda: "Se le chiedo una cosa, me la dica. Non mi parli di altro". L’intervista del 2009: "Quel risotto che preparavo per Monti" Anche adesso che è una delle donne più influenti d’Italia, Elsa Fornero, classe 1948, due figli e tre nipoti, sposata all’economista Mario Deaglio, fino a oggi vicepresidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa San Paolo, la sua filosofia di vita è rimasta la stessa di quando era giovane: alzarsi di buon’ora, per prendere in mano la giornata. Studiare, camminare per pensare meglio, e gettare nel cestino qualsiasi invito che preveda soltanto oratori maschi: "Non si tratta di femminismo, ma di risorse: questo paese non può più permettersi di sprecare le idee delle donne", aveva spiegato tempo fa. Tutto è iniziato con un diploma di ragioneria : "Se fossi nata negli Stati Uniti, non avrei mai potuto permettermi gli studi che ho fatto. Invece, sapendo che avrei dovuto lavorare il prima possibile, ho scelto ragioneria, ed è stata la mia fortuna. Da ragioniera, potevo iscrivermi solo a Economia, e intanto fare qualche lavoretto: supplenze, traduzioni..." raccontò in una recente intervista. Del ’68 ha odiato il falso egualitarismo, il 30 ’politico’ per tutti. Ma ha conservato l’idea che essere liberali non significa considerare solo l’individuo: al centro ci sono la libertà e la responsabilità di ciascuno, intorno i problemi sociali. Non è molto interessata al potere: "All’Università, preferivo essere ’autorevole’ che potente. La politica (Fornero ha partecipato come consigliere comunale all’avventura di ’Alleanza per Torino’, che sostenne Valentino Castellani nel suo primo mandato da sindaco, ndr) è un luogo di rotondità, di sfumature, e io sono troppo lineare per restarci a lungo. Quanto alla banca, sono stata felice della nomina, un riconoscimento all’indipendenza che ho sempre cercato di praticare. Ma il mio massimo obiettivo è stato ragionare su ogni euro speso, perché si tratta di denaro che appartiene alla comunità e non a noi". Tra i politici che ammira Enrico Letta, perché chiaro e lineare. "Ma ormai mi sono rassegnata all’idea che la politica italiana potrà tornare a discutere sui fatti e sui risultati soltanto dopo, quando si sarà compiuto un ricambio generazionale completo".