Marco Ferrando, Il Sole 24 Ore 15/11/2011, 15 novembre 2011
CRT VALUTA UN’AZIONE DI RESPONSABILITÀ CONTRO PROFUMO
Un’azione di responsabilità nei confronti di Alessandro Profumo per via delle svalutazioni contabilizzate nella trimestrale diffusa ieri. Per ora si tratta di un’ipotesi, ma fonti vicine al vertice di Fondazione Crt, azionista di UniCredit al 3,3%, dicono che a Torino ci si sta pensando seriamente.
Vecchi mal di pancia contro l’ex amministratore delegato? Non solo. Sotto la Mole, così come a Verona e tra gli altri grandi azionisti di piazza Cordusio, si aspettava con trepidazione l’esito della «pulizia di bilancio» atteso per ieri, una sorta di redde rationem della gestione Profumo. Nei giorni scorsi erano circolate voci che lasciavano presagire uno scenario decisamente fosco, ma i dati comunicati ieri sono andati anche oltre e ora gli azionisti potrebbero trovarsi a pagare due volte il prezzo di quei 10,1 miliardi di svalutazioni: oltre all’aumento di capitale, a cui fondazione Crt è pronta a far fronte, a Torino si temono i possibili rilievi dell’Autorità di vigilanza, che potrebbe chiedere conto agli azionisti del loro lungo avallo al percorso tracciato da Alessandro Profumo, che di fatto ha posto le premesse proprio per le stesse svalutazioni annunciate ieri.
Di qui l’idea di tutelarsi con un’azione di responsabilità nei confronti dell’ex ad, che – dopo aver scongiurato a inizio novembre un’azione da parte della stessa banca per quanto emerso nell’inchiesta per frode fiscale della procura di Milano – potrebbe trovarsi ora bersaglio dei suoi ex azionisti. Azionisti con cui, soprattutto negli ultimi anni, si erano acuite le divergenze.
L’ipotesi per ora non è finita sul tavolo del consiglio di indirizzo dell’ente guidato dal presidente Andrea Comba e dal segretario Angelo Miglietta, e fino a ieri da Torino si era preferito non sondare l’umore degli altri azionisti, per lo meno formalmente. Digerita la trimestrale comunicata ieri, è probabile che il processo subisca un’accelerazione, e nelle prossime settimane si scoprirà se gli azionisti italiani manterranno anche su questo versante la stessa compattezza di cui hanno dato prova di fronte all’aumento di capitale, per il quale Crt è pronta a indebitarsi.
Certo è, si ragiona nei corridoi della fondazione torinese, che i numeri comunicati ieri, a partire dalla conferma del mancato dividendo 2011, suonano come l’ennesima conferma di un improcrastinabile ridimensionamento anche sul fronte delle erogazioni. Grazie agli accantonamenti effettuati negli anni passati dalla Fondazione sviluppo e crescita, a fine ottobre l’ente ha approvato un documento programmatico che per il 2012 prevede erogazioni in lieve crescita a quota 140 milioni, ma in molti prevedono l’avvio di una stagione di austerity, con una violenta contrazione degli interventi, già a partire dal ricambio dei vertici, previsto a metà 2013.