varie, 16 novembre 2011
fare Desio Originario di Agrigento con la residenza in Svizzera. Gli investigatori: delitto in stile mafioso Imprenditore ucciso in ufficio Contro Paolo Vivacqua, 51 anni, esplosi otto colpi di pistola Nessun testimone A scoprire il delitto è stata la convivente
fare Desio Originario di Agrigento con la residenza in Svizzera. Gli investigatori: delitto in stile mafioso Imprenditore ucciso in ufficio Contro Paolo Vivacqua, 51 anni, esplosi otto colpi di pistola Nessun testimone A scoprire il delitto è stata la convivente. Si indaga anche sui rapporti d’ affari dell’ uomo I killer sono entrati in ufficio come normali clienti. Subito dopo hanno tirato fuori una semiautomatica. E lo hanno freddato scaricandogli addosso otto colpi di pistola al torace. Paolo Vivacqua, 51 anni, imprenditore siciliano residente a Carate Brianza, è stato ucciso ieri pomeriggio nell’ ufficio di un’ agenzia di compravendita di rottami ferrosi, al pian terreno di via Bramante, a Desio. Un’ esecuzione spietata: l’ uomo non ha avuto il tempo di fuggire. Gli assassini sono riusciti a dileguarsi, senza lasciare alcuna traccia e senza che nessun testimone li abbia visti né abbia assistito al delitto. I carabinieri di Desio, che si stanno occupando del caso, hanno trovato Vivacqua seduto alla scrivania, con il capo riverso. Aveva ancora il telefono in mano. La prima a scoprire che era stato ucciso, pochi minuti dopo il delitto, è stata la compagna. Subito dopo sono arrivati i tre figli. Tra le prime ipotesi la vendetta per un affare finito male, ma almeno per il momento, nella città simbolo dell’ operazione «Infinito», gli inquirenti non escludono nessuna pista. L’ agguato è avvenuto poco dopo le 16, all’ ombra dei palazzoni di via Giotto, a pochi metri dall’ imbocco con la superstrada Valassina. Al momento del delitto il 51enne era solo. Quando gli assassini sono entrati nell’ ufficio, Vivacqua era al telefono. Forse stava parlando con un cliente. I criminali non hanno neppure aspettato che terminasse la chiamata. Uno dei due ha sfilato dalla tasca una pistola e lo ha ucciso esplodendo otto colpi di pistola a distanza ravvicinata. Quando la compagna è rientrata nella ditta, si è trovata di fronte il corpo dell’ uomo crivellato di colpi, un lago di sangue sulla scrivania e sul pavimento, la mano sinistra che ancora stringeva la cornetta del telefono. È stata lei, sotto choc, ad avvisare i figli e, subito dopo, i carabinieri. Il crepitio dei colpi ha seminato il panico nel quartiere, popolato da centinaia di famiglie che vivono nei due grigi palazzoni di via Giotto. Di fronte all’ ufficio, in pochi minuti, si sono assiepati decine di curiosi, in un clima di paura e tensione. Ora le indagini, coordinate dal capitano Cataldo Pantaleo e dal pm del Tribunale di Monza, Donata Costa, si preannunciano non facili. Ieri in caserma a Desio, uno dopo l’ altro, sono stati interrogati i figli della vittima. Gli investigatori hanno posto sotto sequestro i documenti dell’ agenzia e ora stanno passando al setaccio la sua attività: la società si occupava della compravendita di rottami ferrosi, ma anche di auto, case e terreni. Vivacqua aveva piccoli precedenti di natura fiscale. In passato aveva chiesto di poter aprire una discarica di rifiuti speciali, ma, dopo mille incartamenti e continue richieste di documenti e certificati, il Comune aveva negato i permessi. Ora le indagini sulla feroce esecuzione partono anche da lì. E da quegli otto bossoli calibro 7.65 ritrovati ai piedi del cadavere. Marco Mologni RIPRODUZIONE RISERVATA **** La scheda L’ agguato Paolo Vivacqua, 51 anni, era seduto alla scrivania dell’ ufficio nella sua ditta di materiale ferroso in via Bramante, a Desio. Era solo. Poco dopo le sedici sono arrivati gli assassini. Lo hanno sorpreso al telefono e senza dire nemmeno una parola gli hanno svuotato adosso l’ intero caricatore di una pistola semiautomatica calibro 7.65. Otto i bossoli ritrovati La compagna A trovare il cadavere dell’ uomo, ancora seduto in poltrona e con la cornetta del telefono stretta in mano, è stata la compagna. La donna, in lacrime e sotto choc, ha prima chiamato i tre figli dell’ imprenditore e subito dopo i carabinieri Le indagini I militari dell’ Arma e il pm di Monza che li coordina, Donata Costa, stanno investigando in tutte le direzioni, ma è evidente che la dinamica del delitto richiama quella che sembra una vera e propria esecuzione tipica della criminalità organizzata Mologni Marco Pagina 8 (15 novembre 2011) - Corriere della Sera