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 2011  novembre 15 Martedì calendario

A PRIMAVERA SCADENZE PER 91 MILIARDI

Una ventina di miliardi di titoli di Stato in asta a fine novembre e un’altra ventina probabile a dicembre. Sono questi i pronostici del mercato sugli ammontari dei BoT, BTp, CTz e CcT in offerta entro la fine dell’anno. Gli importi non sono stati ancora annunciati dal ministero dell’Economia e non è escluso che il Tesoro effettui qualche limatura per alleggerire la richiesta di fondi, nel contesto di rinnovate turbolenze legate alla crisi del debito sovrano europeo che solo parzialmente saranno attenuate dal decollo del Governo Monti.

Tuttavia, al di là delle aste 2011, il mercato guarda fin da adesso con una certa trepidazione agli appuntamenti concentrati nel primo quadrimestre del 2012, che sono pesanti senza tenere conto del deficit. Tra febbraio e aprile dell’anno prossimo, infatti, andranno rimborsati sulle scadenze a medio-lungo termine (quelle più impegnative) 56,2 miliardi di BTp, 12,3 miliardi di CcT e 23 miliardi di CTz per un totale di oltre 91 miliardi: la domanda che il mercato si pone è se gli stranieri che ne detengono almeno 30 miliardi, li rinnoveranno, sostituiranno i vecchi titoli con i nuovi oppure coglieranno l’occasione per uscire dal rischio-Italia.

Il primo appuntamento di rilievo per il mercato è quello delle emissioni di fine novembre: il 30 novembre scadono 8,8 miliardi di BoT a sei mesi ed è prevedibile che nell’asta del 25 novembre il Tesoro ne offra altrettanti o quasi. I CTz venduti quello stesso giorno potrebbero orbitare attorno ai 2 miliardi. In tutto, quindi, sono previsti almeno 10 miliardi. L’asta del BTp indicizzato all’inflazione del 28 novembre, per un ammontare stimato dai traders attorno a un miliardo, potrebbe seguire le sorti di quella dello scorso anno ed essere cancellata. L’offerta di titoli a medio-lungo termine (BTp e CcT) del 29 novembre, per contro, si terrà senza grandi sorprese: qualsiasi modifica sostanziale sul calendario delle aste verrebbe interpretata dal mercato come segno di forte debolezza. Così il mercato prevede che il Tesoro mantenga la sua linea strategica del "business as usual" mettendo in vetrina a fine mese il nuovo BTp a tre anni, per un importo minimo di 3 miliardi come richiesto per il debutto dei benchmark (la Spagna questo giovedì emetterà nuovi Bonos decennali per 3-4 miliardi, sebbene per l’avvio di una nuova scadenza in passato abbia offerto 5-7 miliardi). Oltre al BTp triennale è programmata a fine mese l’asta dei BTp a dieci anni e del CcT indicizzato all’Euribor: in tutto sul medio-lungo il mercato pronostica una raccolta attorno ai 9 miliardi.

Dicembre potrebbe rivelarsi un mese a macchia di leopardo: in assenza di rimborsi di titoli a medio-lungo termine, le scadenze avverranno sul breve e brevissimo termine dove il roll-over non desta preoccupazione. Il 15 dicembre scadono 4,16 miliardi di BoT a 12 mesi, da rinnovarsi. Resta da vedere se verranno offerti BoT a tre mesi e flessibili, in scadenza quello stesso giorno rispettivamente per 4 e 3 miliardi: questi strumenti di tesoreria sono legati a esigenze di cassa specifiche degli operatori. Un altro BoT flessibile scade il 27 dicembre per 2,5 miliardi mentre il 30 dicembre andranno ripagati i BoT a sei mesi per i soliti 8,8 miliardi. Con un fabbisogno che dovrebbe chiudere l’anno meglio del previsto, le aste di fine 2011 potranno essere alleggerite.

Limare le aste in arrivo attingendo ulteriormente nelle prossime settimane al conto di disponibilità del Tesoro detenuto presso la Banca d’Italia però non sarà possibile. Come risulterà oggi dal Supplemento al bollettino statistico sulla finanza pubblica della Banca d’Italia, in settembre questo cuscinetto di liquidità, che ha lo scopo di smussare i picchi dei flussi di cassa in entrata ed uscita, è sceso già molto, con un’incidenza positiva di abbattimento dello stock del debito pubblico. A fine agosto, questo conto (una sorta di conto corrente dello Stato) risultava attivo per 44,6 miliardi (12 in meno rispetto agli abbondanti 56,6 miliardi dell’agosto 2010), già calato parecchio dai 63,6 di luglio: a fine settembre ha registrato una caduta significativa, scendendo a un punto dal quale non potrà fare altro che risalire in ottobre, novembre e dicembre, in vista dei maxi-rimborsi a partire dal prossimo febbraio. Questo conto, una sorta di "buffer", deve essere sempre pronto all’uso per quando si accumulano scadenze e saldi di fabbisogno non allineati.