Antonella Gullotti, varie, 16 novembre 2011
BIMBI VERDI PER VOCE ARANCIO
Bimbi ecosostenibili. Il rispetto dell’ambiente comincia già da bambini. I genitori possono crescere i loro figli in maniera ecosostenibile sin dalla nascita. Ma come fare? Ecco alcuni consigli tratti da Primi passi verdi, manuale di Nicoletta Pennati e Rita Imwinkelried (Altreconomia Edizioni, euro 5).
Si comincia dal latte. Per crescere i bambini in modo ecosostenibile si comincia dal latte. Quello artificiale ha dei costi ambientali più alti rispetto al materno:
- necessità di campi per coltivare mangimi;
- allevamenti intensivi e conseguente deforestazione;
- processo produttivo energivoro che produce inquinamento;
- smaltimento della confezione.
Inoltre, il prezzo del latte artificiale è molto alto: da 10 a 30 euro circa al kg in base al marchio.
Le Banche del latte. Aiblud (www.aiblud.org), associazione italiana banche del latte umano donato, nata a Milano nel 2005. Scopo: raccogliere e donare latte materno, principalmente per i neonati pretermine ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale nei casi in cui non sia disponibile il latte materno. In Italia ne esistono 25. Alcune regole per la donazione:
- tutte le mamme in buona salute e con un corretto stile di vita, che allattano da meno di sei mesi e che producono una quantità di latte superiore alle necessità dei propri figli, possono divenire donatrici;
- è consigliata una donazione regolare, una o più volte al giorno anche se in piccole quantità;
- alcune donne preferiscono donare il latte subito dopo la poppata del loro bambino;
- è preferibile che la donazione inizi entro il primo mese dal parto, mentre è sconsigliata dopo il sesto;
- il latte può essere estratto in un locale attrezzato correlato alla Banca oppure a domicilio. La donatrice viene adeguatamente informata sulle procedure da seguire e fornita dei materiali e dei dispositivi necessari.
Detto questo, il latte va raccolto e conservato rispettando scrupolosamente alcune misure di igiene consigliate dal personale: lavare bene le mani prima dell’estrazione e disinfettare tutti i materiali che vengono a contatto con il liquido; conservarlo in contenitori sterili, chiuso ermeticamente e messo in frigorifero per un periodo non superiore alle 24 ore; etichettare il recipiente con il nome della donatrice e la data di estrazione.
Lo svezzamento fatto in casa. A partire dal sesto mese d’età circa, inizia lo svezzamento del bambino, sostituendo gradualmente il latte con verdure, frutta, carni ecc. Su una produzione alimentare di cibi pari a 124 miliardi di euro, 3,5 miliardi sono relativi ad alimenti per la prima infanzia (dati Federalimentare http://www.federalimentare.it/). Alcuni consigli per preparare in casa i cibi da dare al proprio figlio senza affidarsi a omogeneizzati e simili:
- scegliere cibi biologici, frutta e verdura di stagione;
- alternare la carne ai legumi;
- cuocere i chicchi di riso o di altri cereali più a lungo o macinarli con un mulino da tavola;
- usare poca acqua per la cottura o scegliere il vapore, in modo da conservare le proprietà degli alimenti;
- frullare il cibo con un frullatore a immersione o schiacciare con la forchetta;
- aggiungere una goccia di olio extravergine di oliva;
- non mettere zucchero o sale per prevenire l’obesità;
- preparare le pappette in dosi piccole, da conservare eventualmente ben sigillate in frigo o da congelare;
- dare al bimbo un solo cibo per volta in maniera graduale e usare il cucchiaino per imboccarlo.
Un pranzetto ecosostenibile. In questo modo anche lo svezzamento diventa ecosostenibile:
- si producono meno rifiuti: due omogeneizzati al giorno sono pari a 730 barattoli di vetro e imballaggi in cartone da smaltire in un anno;
- si risparmia denaro: dare omogeneizzati al proprio figlio significa spendere in media due/quattro volte in più. Per esempio, il prezzo di un omogeneizzato alla banana è di 6 euro circa nel caso di prodotti bio e di 4 nell’altro, mentre un chilo di banane dal fruttivendolo costa 2/3 euro;
- si garantisce al bimbo un prodotto fresco.
Ecco qualche sito utile per le mamme (http://www.ecomamme.org/) e i papà (http://www.paternitaoggi.it/dblog/default.asp).
Vestiti ecologici per il proprio bambino. I bambini hanno una pelle molto sottile e quasi priva di barriere, quindi è importante affidarsi a vestiti realizzati con stoffe ecologiche e non sintetiche.
L’importanza dell’etichetta. Sull’etichetta è possibile ricavare tutte le informazioni necessarie sugli abiti dei più piccoli. Lana, cotone e lino sono fibre naturali ed ecologiche, ma bisogna fare attenzione anche a come sono trattate nel processo di produzione. Tinture, agenti di finissaggio e così via, oltre a inquinare l’ambiente, possono causare irritazioni alla pelle del bambino. Proprio per questo ci si può affidare al colore écru, naturale, meno costoso ed ecologico. I vestiti in fibre tessili biologiche, invece, sono più dispendiosi e meno facili da trovare. Un sito utile è Becotton (www.becotton.com).
Bimbi profumati e… verdi. Anche l’igiene è importante. I pannolini usa e getta ecologici sono biodegradabili al 100% e non irritano la pelle dei bambini, ma sono un po’ più costosi di quelli tradizionali. Una confezione di 21 pezzi da 7 a 18 kg costa in media 5/7 euro, a fronte dei 14 euro circa per una confezione da 24 pezzi di pannolini “biologici”. In alternativa si può ricorrere a quelli lavabili: hanno una mutandina esterna, un pannolino in cotone (entrambi lavabili) e un velo biodegradabile da buttare nel water dopo ogni cambio. Il consiglio, comunque, è di abituare il prima possibile il proprio figlio al vasino, in modo da risparmiare denaro e avere un minore impatto sull’ambiente. Tanti consigli su Bimbonaturale.org (http://www.bimbonaturale.org/).
Il bagnetto ecologico. Anche il bagnetto deve essere ecologico. Se si decide di acquistare un prodotto cosmetico, bisogna prestare molta attenzione all’etichetta e scegliere quelli certificati come biologici. In alternativa, si può ricorrere all’autoproduzione. Ecco alcuni consigli:
- sciogliere nell’acqua del bagnetto un cucchiaio di amido di mais biologico e uno di sale integrale. Se il bimbo soffre di dermatite, utilizzare solo l’amido di mais. Per i capelli basta passare la spugnetta imbevuta di acqua del bagnetto o, se il bimbo ha tanti capelli, usare uno shampoo biologico;
- evitare creme idratanti e profumi;
- evitare le salviettine inumidite per il sederino e lavarlo con acqua e qualche goccia di olio di girasole o di riso;
- evitare il talco.
Detersivi fai-da-te per la pulizia della casa. Infine, anche per le pulizie della casa e delle superfici con cui il bambino viene a contatto si può ricorrere al fai-da-te. Ecco qui (link al pezzo sui detersivi fai-da-te) come fare.
Comunicare l’amore per la natura. «Penso che le cose più importanti si facciano proprio a casa, insegnando ai nostri figli come salvaguardare il pianeta! L’amore per la natura, inoltre, va comunicato ai bambini, altrimenti difficilmente potranno fare tesoro. Per questo è bene portarli a contatto con la natura stessa, appena possibile» (Filippa Lagerbäck).