MAURIZIO RICCI , la Repubblica 16/11/2011, 16 novembre 2011
PIÙ BANCONOTE DA 500 EURO SINTOMO DA CORSA ALLO SPORTELLO - ROMA
La lista dei paesi dell´euro appare sempre meno incisa nel marmo e sempre più annotata su un foglietto di carta, con l´aggiunta di parecchi punti interrogativi. Gli Stati candidati alla bancarotta si moltiplicano. Le banche scricchiolano paurosamente. La gente si interroga nervosamente su cosa fare dei propri risparmi. E´ partita la corsa agli sportelli? C´è più di un indizio. Dati affidabili e recenti su un eventuale ritiro di depositi dai conti correnti, con trasformazione in euro contanti, non ce ne sono. Si può, però, guardare ad un indicatore parallelo e indiretto: il numero di banconote da 500 euro in circolazione. Il taglio più grosso dell´euro è noto per essere la moneta d´elezione del riciclaggio, ma è anche il più comodo da stivare nel materasso, quando i tempi si fanno cupi. L´indicatore è approssimativo, ma, a conferma, una controprova esiste: fra il settembre e l´ottobre 2008, al culmine della crisi aperta dal crac della Lehman Brothers, il numero di banconote da 500 euro, in circolazione in Europa, aumentò di colpo da 470 a circa 520 milioni, per un valore di 25 miliardi di euro.
Il balzo, questa volta, è assai meno sensibile. Tuttavia, i grafici della Banca centrale europea non lasciano dubbi. La quantità di banconote da 500 euro, stagnante fino allo scorso aprile, ha cominciato ad inerpicarsi verso l´alto con l´aggravarsi della crisi greca, a primavera, ed è costantemente aumentata fino ad una pausa in agosto. Da settembre, un brusco salto in alto. Di fatto, metà dell´aumento di valore di tutti gli euro in circolazione, fra il secondo e il terzo trimestre del 2011, è da attribuire alle banconote da 500 euro (il resto riguarda il taglio più comune, quelle da 50 euro). Si tratta di 5 miliardi di euro, l´equivalente di 10 milioni di pezzi da 500. Il dato, trattandosi di una moneta comune, non può che riguardare, tutti insieme, i 17 paesi dell´area euro. E´, dunque, la somma algebrica di quanto avvenuto (probabilmente, nulla) nei paesi più solidi, come Germania e Olanda e di quanto si è verificato (presumibilmente, molto) nei paesi più deboli, dall´Italia alla Spagna.
Complessivamente, comunque, i pezzi da 500 in circolazione, pari a 575 milioni ancora a marzo, risultano essere 591 milioni a fine settembre. Il salto più brusco è avvenuto fra fine agosto e settembre, quando il numero delle banconote più pesanti è cresciuto da 584 a 591 milioni. Nel giro di poche settimane, cioè, 3 miliardi e mezzo di euro si sono cristallizzati sotto forma di banconote di difficile circolazione e di facile tesaurizzazione: il loro valore totale è pari a quello delle banconote da 50 euro, quelle di più largo uso.
Il sospetto che si stiano ingrossando le fila dei risparmiatori che scelgono il conforto del materasso (o il trasferimento di contanti in Svizzera) non esclude altre vie di fuga. In particolare, il trasloco dei conti correnti verso la Germania. Secondo il Center for Geoeconomic Studies, fra il 2004 e il 2010, i depositi bancari erano aumentati più rapidamente in Portogallo, Grecia, Irlanda e Spagna di quanto avvenisse in Germania. Dall´inizio del 2011, la tendenza si è invertita. I depositi (i dati sono della Bundesbank) stanno diminuendo nei quattro paesi più deboli, mentre crescono in Germania. Segno, dice lo studio, che i soldi stanno scappando verso il centro d´Europa.