FILIPPO CECCARELLI, la Repubblica 15/11/2011, 15 novembre 2011
Fare un’addizione non è più "elementare" Mario Ambrosi Roma Mio figlio frequenta la terza elementare e l’altro giorno, rientrato prima del solito a casa dal lavoro, gli sono stato accanto mentre faceva i compiti di matematica
Fare un’addizione non è più "elementare" Mario Ambrosi Roma Mio figlio frequenta la terza elementare e l’altro giorno, rientrato prima del solito a casa dal lavoro, gli sono stato accanto mentre faceva i compiti di matematica. Ho scoperto così quanto sia diventato laborioso per i bambini fare un’addizione. Tre penne, di tre colori diversi, una per le centinaia, una per le decine, una per le unità, un matita e un righello per disegnare una griglia dentro cui scomporre (prima graficamente: quadrati per le centinaia, righe per le decine, cerchietti per le unità; poi in cifre) i numeri da sommare. Alla fine l’esecuzione di una somma del tipo 110+215 riempie una pagina di quaderno e sembra la dimostrazione del teorema di Fermat. Non ho competenze per giudicare i nuovi metodi didattici, né voglio alimentare la retorica dell’"ai miei tempi...". Ma ho l’impressione che questo metodo di insegnamento della matematica sia più utile ai negozi di cartoleria che ai nostri bambini.