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 2011  novembre 14 Lunedì calendario

SEIMILA CANDELINE PER L’IMPROBABILE MONDO DEI FORRESTER

Ci sono esseri che paiono umani, ma che umani non sono. Alieni e familiari, si muovono in un mondo parallelo, che impone di indossare particolari maschere filtranti per immergersi nei mefitici gas della sua atmosfera. I primitivi Na’ti della luna Pandora? I favolosi avatar, umanoidi che li accompagnano attraverso la vegetazione di una lussureggiante foresta? Né gli uni né gli altri. Ma le imponderabili creature di “Beautiful”, del lussurioso pianeta dei Forrester.AtterraronoinItalianel1990,suRai 2, per poi trasvolare nel ’94 su Canale 5, anno della “discesa in campo” dell’altro B. In un tempo in cui regnava un minimalismofrivoloeliberatorio,invirtùdel quale ogni evento che si presentava come “serio” diveniva sospetto di noia e ciò che s’impregnava d’impegno correvalostessorischiodellaCorazzataPotemkin, svillaneggiata e affondata da Fantozzi come una “cagata pazzesca”. Un buon viatico, per le vicende di una fatua famiglia di stilisti, oggetto di salottiero disincanto. Ci si vantava di attenderne le puntate giornaliere e gli esiti venturi, la cui teoria di stanze tuttavia, come la biblioteca borgesiana di Babele, si estendeva all’infinito. Beniamino Placido spese molto della sua intelligenza critica per nobilitarne le ragioni narratologiche e scomodò Omero, ma queste si fondavano e tuttora si edificano su un ingrediente elementare: a “Beautiful”, come insegna Forrest Gump, “non sai mai che cosa ti può capitare”. I personaggi sono senza storia e senza spessore, e quindilisipuòcombinareapiacimento. Tutto può accadere, perché nulla accade. Ciò che le avanguardie hanno invano tentato di detronizzare, il senso, è finalmente al grado zero e si sposa con l’abito buono della festa: cerimoniale e impeccabile.
OGNI COSA è ridotta a confezione. Le personalità sono plastiline nelle mani degli autori, che le fanno e disfanno a piacimento, rendendo compatibile regola e infrazione, apparenza e sostanza, incesto e conformismo, moralismo e immoralismo, difesa strenua della famiglia e suo sventramento. Una casa di vetro in cui si commettono nefandezze di soave leggerezza: un fratello spara all’altro, la madre padrona e intrigante si riduce a fare la barbona, Brooke sposa Ridge sei volte, sposa anche suo padre e suo fratello, e fra un matrimonio e l’altro ha il tempo di unirsi al marito di sua figlia Bridget, restando incinta di Hope, e quando questa diverrà adulta, al suo fidanzato e poi ancora a Thomas, figlio di Ridge e Taylor, sua eterna rivale. Candidamente. “Beautiful” è la normalizzazione del mostruoso e dell’inverosimile, in cui si respira incesto come fosse incenso. E Brooke Logan è il naso che ne inala di più. Una highlander , che dovrebbe avere circa l’età del nostro ex premier e si presenta con le fattezze e le qualità seduttive della giovinetta. La soap più vista di tutti i tempi, che festeggia in Italia la puntata numero 6000 – ma va in onda in oltre 100 paesi, fa 450 milioni di spettatori al giorno e i complessivi, secondo un calcolo approssimativo, superano i 3000 miliardi – è la migliore rappresentazione di che cosa sia la globalizzazione . Condivisione universale di un comune narrato, in cui si celebra con mediatica ritualità l’impossibilità di attribuire un qualsivoglia senso al mondo. Nella lenta, metodica distruzione del quale, si compie infine la missione degli alieni. Nemmeno Albert Camus era riuscito in tanto.