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 2011  novembre 13 Domenica calendario

La Casa Bianca in mano agli uomini ombra - Ciao Love, mi mancherai: «Ha cambiato il mio modo di vedere il rap

La Casa Bianca in mano agli uomini ombra - Ciao Love, mi mancherai: «Ha cambiato il mio modo di vedere il rap. Mi piace sempre Jay-Z, ma adesso per merito suo anche un po’ di Nas e Lil Wayne...». L’oriz­zonte politico non sarà più lo stes­so. Reggie Love non fa più parte del­la squadra di Obama ed è il quinto della lista che viene cancellato: via il consigliere David Axelrod, il por­tavoce Robert Gibbs, il vice diretto­re dell’ufficio stampa Bill Burton, il vice direttore delle comunicazioni Jen Psaki. Ma è lui quello più diffici­le da sostituire, «il fratello minore che non ho mai avuto», il ragazzo­ne della North Carolina dal sorriso contagioso, per età più figlio che fratello del presidente, che un gior­no si presentò a cercare un posto qualunque nell’entourage di Oba­ma sena­tore e si ritrovò ombra del­l’uomo nuovo: «Quando mi hanno assunto non mi hanno spiegato be­ne cosa fare, è stato un po’ come di­re, occupati di tutto». Body man , Personal Aide , un po’ maggiordo­mo, un po’ portaborse,un po’ com­pagno di giochi, Reggie ha sempre avuto il compito di leggere il futu­ro, anticipare i bisogni di mister pre­sident , come gli riusciva da capita­no dei Duke Blue Devils, campioni dibasketall’università:l’imperme­abile se piove, lo smacchiatore se si pasticcia la cravatta, le pasticche perlagola, lalozioneperdisinfetta­re le mani dopo i bagni di folla, le pillole per il mal di testa, le gomme anti fumo da masticare. E poi la die­ta: niente asparagi e maionese, bi­bite gassate, patatine fritte; meglio broccoli e spinaci, cioccolatini al latte e pistacchi. Lo rilassava par­lando di sport: «Niente Cnn o MsNbc, niente tavole rotonde o no­tiziari politici: guardiamo partite e discutiamo di basket», poi due tiri, dove capitava, non se li negavano mai.A trent’anni appena compiuti Love è già una navigata baby sitter, l’ultimo di una lista che comincia con Tobias Lear, il ragazzino che George Washington battezzò assi­stente personalissimo, cassaforte muta dei segreti più intimi. Tutta la forza e tutta la debolezza, tutte le promesse,le vittorie,le manie,del­l’­uomo più potente del pianeta pas­sa dalle loro mani, attraverso i gesti muti e silenziosi con i quali aggior­nano l’agenda presidenziale, por­tano il cane a far pipì, procurano numeri di telefono proibiti. Una guerra che non conosce armistizi, cessate il fuoco, fasi di stallo che co­mincia all’alba accompagnando il presidente a fare footing e si chiu­de quindici ore dopo stremati da­vanti alla tv. Per Bill Clinton il rapporto con l’as­sistente personale Doug Band fu quasi un matrimonio, per la mo­glie Hillary il legame con Huma Abedin forse qualcosa di più, tutti e due senza sono finiti nei guai. Bend con la sua aria rassicurante e intimidatoria, da primo della clas­se alla mano, ma implacabile, è fini­to nei guai per colpa degli affari spe­ricolati di Raffaello Follieri, ex boy diAnneHathaway, assegniscoper­ti, finanziamenti fantasma, pro­messe mai mantenute che tiraro­no dentro pure Bill. Pensare che Sherman Adams, l’ombra di Ei­senhower, fu costretto alle dimis­sioni per un cappotto di vigogna e un tappeto in prestito che un im­prenditore tessile di Boston gli fece arrivare confidando in esenzioni fi­scali mai arrivate. A Huma è anda­tapeggio. Musulmana, natanelMi­c­higan ma cresciuta in Arabia Sau­dita, bellissima e inarrivabile, ha sposato il deputato democratico e aspirante sindaco di New York An­ton Weiner, beccato a mandare per sbaglio foto mezzo nudo a tutti i suoi seguaci su Twitter, cioè circa 50 mila persone, prima vittima po­litica dei social network. Il New York Observer la raccontava come una barbie senza cuore, mai un ca­pello fuori posto, mai un velo di su­dore e vestiti, Prada come il diavo­lo, mai stropicciati. Blake Gottesman, che Bush figlio chiamava «Peanut», era così den­tro l­a vita di George da diventare fi­danzato di una delle gemelle Bush, Jenna, quella bionda e paffutella. Poi gli toccava occuparsi di Barney e Miss Beazley, i cani di casa, di­sporre i discorsi sul podio, dargli il «due minuti al via».Si è portato a ca­sa­anche una laurea senza aver fini­to il college: «Circostanze straordi­narie a volte ci inducono a rompe­re la regola di ammettere solo stu­denti già laureati» la giustificazio­ne di Harvard. E Jennifer Fitzge­rald era così intima di papà Bush da far diventare il presidente suo assistente: «Lo trattava come un bambino e lui gioiva tutte le volte che lei lo rimproverava» rivelano adesso gli amici di allora. A modo suo era Love anche lei.