Peter Thal Larsen, La Stampa 15/11/2011, 15 novembre 2011
Le banche europee stanno risentendo di nuovo della stretta del credito (credit crunch). La forte riduzione dei finanziamenti sul mercato interbancario, la carenza di dollari e le richieste di un aumento dei rapporti di capitale stanno costringendo le banche a ridimensionare i loro bilanci
Le banche europee stanno risentendo di nuovo della stretta del credito (credit crunch). La forte riduzione dei finanziamenti sul mercato interbancario, la carenza di dollari e le richieste di un aumento dei rapporti di capitale stanno costringendo le banche a ridimensionare i loro bilanci. La crisi del debito sovrano dell’area euro ha reso gli investitori sospettosi delle obbligazioni bancarie senior: a parte alcune eccezioni, il mercato è chiuso dall’estate. Questo è preoccupante, poiché le banche europee dipendono da questi finanziamenti: i prestiti in corso rappresentano il 120% della base di depositi del settore. Le banche possono in parte colmare la lacuna emettendo obbligazioni garantite che sono coperte da attività come le ipoteche. Ma le banche più piccole non hanno una sufficiente riserva di attività di elevata qualità. E sebbene la Bce fornisca un sollievo a breve termine, ora concede prestiti per non oltre un anno. La stretta è dolorosa in Europa, dato che le società e i consumatori si finanziano ancora col credito bancario: secondo la Bce, tre quarti delle attività finanziarie del settore privato in Europa sono in possesso delle banche. Ma i suoi effetti non sono limitati all’Europa. Ecco perché anche le banche del continente hanno difficoltà a ottenere dollari. In passato molte banche facevano affidamento sui fondi del mercato monetario Usa per finanziare i prestiti in dollari, come leasing e crediti commerciali. Questi fondi a breve termine hanno ridotto la loro esposizione verso le banche europee, provocando una mischia per accaparrarsi altre fonti di liquidità: il costo per scambiare euro con dollari ha raggiunto livelli mai visti dall’autunno del 2008. Le banche come Bnp Paribas e Societé Generale stanno ora uscendo da alcune attività di prestiti in dollari. Mark Carney, governatore della Banca del Canada, ha avvertito che la liquidità potrebbe esaurirsi in tutto il mondo. Morgan Stanley prevede che nei prossimi 18 mesi le banche europee ridurranno i loro bilanci di oltre 1,5 trilioni di euro. Salvo una soluzione improvvisa alla crisi del debito sovrano europeo, la crisi sul mercato del credito sembra inevitabile.