Alberto D’Argenio, lla Repubblica 15/11/2011, 15 novembre 2011
ROMA - I
"montiani" d´Italia e d´Europa aspettano. Chi aspira ad entrare nel team di Monti a Palazzo Chigi deve sottostare alle regole ferree del Professore: fino al giuramento non diramerà le "convocazioni" ai suoi. Dalla Bocconi e da Bruxelles in molti aspettano la telefonata decisiva, ma pochi saranno accontentati visto che il team che si porterà a Palazzo Chigi, in nome della sobrietà, non sarà numeroso. Così da venerdì scorso - giorno in cui è atterrato a Roma per diventare il successore di Berlusconi - Mario Monti se l´è dovuta cavare da solo. O quasi. Sprovvisto di una casa nella Capitale, il premier designato alloggia in un albergo del centro vicino ai palazzi della politica. Per spostarsi usa una macchina fornitagli dal Quirinale, che pensa anche alla sua sicurezza. Nel fine settimana ad affiancarlo solo la moglie Elsa, che in treno da Milano gli ha portato camicie e cravatte di ricambio, e i due figli. Questo il "team Monti" della prima ora.
Con il passare delle ore il lavoro del Professore è stato assistito da due funzionari che gli sono stati "prestati" dal Senato dopo la sua nomina di senatore a vita. Chi ha avuto modo di osservarne da vicino il lavoro assicura che il Professore è rimasto colpito da Federico Toniato, capo della segreteria di Palazzo Madama che in questi giorni ha lavorato giorno e notte con lui. Trentasei anni, Toniato viene dalla provincia di Padova: è lui che alla conferenza stampa al Quirinale di domenica e quella di ieri a Palazzo Giustiniani compariva di fianco al premier designato. In molti scommettono che Monti se lo porterà a Palazzo Chigi.
Anche sul versante della comunicazione al momento Monti è sguarnito. Nelle prime ore della sua avventura romana si è appoggiato all´ufficio stampa della Bocconi, mandandone in tilt i telefoni e costringendo agli straordinari le due segretarie del presidente della Bocconi, Silvia e Marinella (il cui nome è l´unica similitudine tra Monti e Berlusconi). Ma il Professore a Palazzo Chigi potrebbe portare la sua ex portavoce a Bruxelles, Betty Olivi. Gentile ma inflessibile, è figlia d´arte: suo padre, Bino Olivi, è stato lo storico portavoce della Commissione Ue. Come lei un´altra conoscenza brussellese potrebbe presto affiancare Monti in un ruolo decisamente delicato. Si tratta di Enzo Moavero, 57 anni, già collaboratore di Ciampi e Amato, è stato capo di gabinetto di Monti all´Antitrust europeo, poi segretario generale aggiunto della Commissione (ruolo di enorme importanza) e ora giudice della Corte di giustizia del Lussembrugo. L´arrivo di Moavero a Roma è dato per certo: da capire se sarà il successore di Gianni Letta come sottosegretario alla presidenza o segretario generale di Palazzo Chigi.
(a. d´a)