Giorgio Dell’Arti, Il Sole 24 Ore 13/11/2011, 13 novembre 2011
ULTIME DA BABELE - PUNTATA NUMERO 22
RIMANETE ITALIANI, PERÒ STUDIATE -
Italiani. «Restate pure italiani, ma studiate» (Piero Chiara) 1
Auto blu. «L’immagine plastica di quello che sta accadendo l’hanno avuta i passeggeri del volo che ieri pomeriggio ha portato Monti da Milano (dove ha fatto scalo in arrivo da Berlino) a Roma. Quando alle 15.30 l’Az in arrivo dalla Capitale si avvicina al finger di Linate, una flottiglia di auto blu a sirene spiegate recupera un gruppetto di ministri di rientro dai palazzi romani. Dal finestrone del gate a osservare la scena c’è proprio Mario Monti. Il neo senatore a vita è solo, seduto insieme agli altri viaggiatori che aspettano l’imbarco. In mano stringe un trolley e sulla spalla porta una sacca di tela blu: sopra c’è scritto «Eu Antitrust», un ricordo dei dieci anni vissuti da commissario europeo a Bruxelles. Un altro viaggiatore che assiste alla scena lo avvicina: «"Professore, ci salvi lei"». 2
Camion. «Camion carichi di camicie nere si incrociavano a grande velocità nelle vie del centro: le camicie nere portavano elmi d’acciaio, erano armate di fucili, di pugnali e di bombe a mano. Nelle officine, nei reggimenti, nelle banche, nelle amministrazioni pubbliche, dappertutto vi erano cellule fasciste, che formavano la rete segreta dell’organizzazione rivoluzionaria. Avevano occupato di sorpresa tutti i punti strategici della città e della provincia, le officine del gas, le centrali elettriche, la direzione delle poste, le centrali dei telefoni e dei telegrafi, i ponti, le stazioni ferroviarie.
In ventiquattr’ore, tutta l’Italia è occupata militarmente da duecentomila camicie nere» (Malaparte). 3
Napoli. «"Tutta l’Europa è come Napoli" dissi. "Come Napoli?" esclamò il Generale Cork profondamente meravigliato. "Quando Napoli era una delle più illustri capitali d’Europa, una delle più grandi città del mondo, v’era di tutto, a Napoli: v’era Londra, Parigi, Madrid, Vienna, v’era tutta l’Europa. Ora che è decaduta, a Napoli non c’è rimasta che Napoli. Che cosa sperate di trovare a Londra, a Parigi, a Vienna? Vi troverete Napoli. È il destino dell’Europa
di diventar Napoli. Se rimarrete
un po’ di tempo in Europa, diverrete anche voi napoletani". "Good Gosh" esclamò il generale impallidendo» (Malaparte, anno 1943). 4
Avvocati. «Confidenze di un avvocato. "Io rimpiango il tempo in cui facevo la fronda nelle case dei gerarchi. Ero doppiamente felice: da una parte, potevo esercitare il mio buon gusto e il mio spirito d’indipendenza ridendo delle divise d’orbace e dicendo in faccia a un ministro, che mi aveva invitato a colazione, la mia opinione sull’inefficienza bellica italiana; dall’altra potevo indulgere a una certa inclinazione al servilismo che è in fondo alla mia natura. Nessuno è ambivalente come me; nessuno mi batte nell’arte di gustare una cosa da due parti opposte. Per esempio: una vittoria nella guerra etiopica mi dava due piaceri diversi: il piacere superiore, dirò anzi la soddisfazione morale, di condannarla da un punto di vista molto elevato, e il piacere bruto di appartenere al popolo che dava le botte. Con lo stesso tremito voluttuoso sulla pelle, combinavo un epigramma contro un gerarca e ricevevo la sua sventola sulla nuca. Che posso farci? sono questo. Da quando molti pronunziano a voce alta la parola Libertà, e io non ho più i trent’anni che avevo nel ’39, il mio cuore di notte sussurra dolcemente la parola: Servitù! come il nome di un’amante"» (Brancati, giugno 1949). 5
Verga. «Giovanni Verga, alla domanda di un amico: "Che cosa legge di questi tempi, don Giovannino?" rispose: "Io non leggo, scrivo"». 5
1 Quaranta, Sta 5/11; 2 D’Argenio, Rep 11/11; 3 Langone, Foglio 26/10; 4 Malaparte, La pelle, Aria d’Italia, Roma-Milano 1943; 5 Brancati, Diario romano, Bompiani, Milano 1961.