Marco Rogari, Il Sole 24 Ore 13/11/2011, 13 novembre 2011
ICI O PATRIMONIALE, POI LA CRESCITA
Un decreto al primo consiglio dei ministri utile, con una patrimoniale o, in alternativa, il ripristino dell’Ici sulla prima casa, per dare un segnale rassicurante all’Europa e ai mercati. E con un pacchetto anti-evasione imperniato sul ricorso alla tracciabilità dei pagamenti a tutto campo (almeno dai 200-300 euro) per dare al Paese un messaggio ancora più marcato sul terreno dell’equità. Per il momento non ci sono conferme ufficiali, ma le coordinate su cui sembra intenzionato a muoversi Mario Monti, un volta ricevuto dal capo dello Stato l’incarico di formare il nuovo Governo e aver sciolto la riserva, sembrano abbastanza definite. Così come il punto di approdo: mettere in sicurezza i conti pubblici, anche facendo leva su un nuovo intervento correttivo da almeno 20-25 miliardi, e ridare spinta allo sviluppo con riforme, in primis pensioni e liberalizzazioni, e misure mirate per la crescita.
Quella che si prefigura è una sorta di operazione in due tappe congegnata sulla falsariga della lettera inviata dalla Bce al nostro Paese e tenendo conto della missiva successivamente recapitata a Bruxelles dall’Esecutivo Berlusconi. Un’operazione che sarebbe stata discussa e, almeno in parte, sviluppata nei colloqui che Monti ha avuto ieri mattina a Palazzo Giustiniani con il numero uno della Bce, Mario Draghi, e venerdì pomeriggio con il nuovo Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.
La tabella di marcia prevederebbe un intervento d’urgenza immediato subito dopo l’insediamento a Palazzo Chigi e un piano di riforme da avviare successivamente, ma comunque in tempi stretti, attivando anche su un tavolo con le parti sociali, almeno per quanto riguarda il lavoro e la previdenza.
Proprio le pensioni potrebbero anche rientrare tra gli interventi della prima fase, con l’accelerazione del percorso per portare per tutti i lavoratori la soglia di vecchiaia a 67 anni(non più nel 2026 ma nel 2020) e l’adozione a tutto campo del metodo contributivo nella forma pro rata per il calcolo dei trattamenti. L’eventuale intervento per giungere all’abolizione delle pensioni di anzianità dovrebbe essere in ogni caso definito solo dopo il confronto con le parti sociali per poi essere adottato con la manovra correttiva, probabilmente a fine anno. Manovra che potrebbe però essere anticipata già nella prima fase del Governo. E questo non è il solo nodo da sciogliere.
Con tutta probabilità anche tenendo conto dei numeri e del tipo di appoggio che avrà in Parlamento Monti deciderà tra il ricorso alla patrimoniale e il ripristino dell’Ici sulla prima casa per dare corpo al decreto che sarà varato (preceduto soltanto da quello con cui verranno riaccorpati i ministeri). Anche se c’è chi continua a non escludere il varo di entrambi gli interventi magari non contemporaneamente. Un’altra questione aperta è l’entità del l’eventuale prelievo sui patrimoni. La base di partenza potrebbe essere, sostanzialmente in linea con la proposta contenuta nel manifesto delle imprese, un intervento sui patrimoni superiori a 1,5 milioni di euro. Ma tra le varie ipotesi in campo c’è anche quella messa a punto da Guido Tabellini, dato nel toto-ministri in corsa per il super-dicastero dell’Economia, che poggia su un prelievo regolare con un aliquota del 5 per mille nell’ambito di un progetto di riforme incentrato sul rilancio della crescita.
Proprio in chiave sviluppo Monti sarebbe orientato ad ampliare il ventaglio delle liberalizzazioni abbracciando anche i servizi pubblici locali e a discutere con le parti sociali un pacchetto lavoro che, almeno nelle linee guida, prenda spunto dalla proposta Ichino sulla flessibilità in uscita. Anche le dismissioni e la riduzione dei costi della politica (in primis l’eliminazione delle Province) verrebbero guardate con attenzione dall’ex commissario Ue.