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 2011  novembre 13 Domenica calendario

ARTICOLO + SCHEDE - MILLE CLIC PER UN PUGNO DI CENTESIMI

MIcrolavoratori di tutto il mondo, uniamoci. Le nuove corvée digitali non devono coglierci impreparati. Ieri sera, per dire, ne ho fatte cinque diverse. Trascritto un biglietto da visita. Redatto una breve recensione cinematografica. Tentato di descrivere delle foto piuttosto astratte con parole chiave il più possibile sensate. Finto di entusiasmarmi per un sito di scommesse online, dandogli un «mi piace» su Facebook. E infine cliccato su due diverse pubblicità di Google di negozi che vendono abiti da matrimonio, come se dovessi sposarmi a breve.
Questa febbrile, innaturale, mercenaria attività internettiana mi ha preso quasi un´ora. Per un compenso complessivo di un dollaro e 65 centesimi. Si scrive crowdworking, "lavoro della folla", e sembra una cosa bella, democratica, che profuma di futuro. Ma si legge cottimo 2.0 e puzza di laboratori clandestini, sfruttamento e alienazione di un passato dickensiano o di un presente cantonese. In un gioco al ribasso delle retribuzioni che non conosce tregua.
Piccolo passo indietro. Il tasso di occupazione nel mondo si è ristretto. Siamo passati in vent´anni dal 62,3 al 61,2 per cento. Il fenomeno è particolarmente acuto in Occidente. Dal 2007 al 2010 la disoccupazione giovanile in Spagna è passata dal 18 al 41 per cento, in Irlanda dal 9 al 28, in Italia dal 20 al 28. Un recente rapporto McKinsey distingue tra mestieri trasformativi, transazionali e internazionali. I primi, manifatturieri, sono stati i primi a traslocare in Oriente, dove costavano dieci volte meno. I secondi, routinari come i call center o i servizi di sportello, vengono sempre più automatizzati, ma l´elemento umano ancora prevale. I terzi, ad alto valore aggiunto, sono gli unici a non temere la concorrenza delle macchine. I microlavori della mia notte internettiana, le cui offerte si moltiplicano sul Web, si collocano sul confine mobile tra l´uomo e la macchina. Per adesso sono compiti una tacca sopra rispetto alle capacità cognitive di un algoritmo. E vengono retribuiti di conseguenza. Un centesimo, cinque, cinquanta.
David Autor, docente al Mit di Boston, sull´Economist ha definito questa tendenza come lo «svuotamento dei lavori intermedi», che porta a una bipolarizzazione tra buoni lavori da una parte e lavori commodity, a valore scarsissimo, dall´altra. E allora percorriamoli per bene i gironi del nuovo inferno telematico dell´occupazione, che ci porta la delocalizzazione in casa, facendola entrare dalla porta (per l´Adsl) del computer. Perché ciò che per noi o un americano è una miseria, per un indiano o un filippino è ancora una fortuna. Così, mentre noi riflettiamo se vale la pena investire cinque minuti, che magari diventano dieci perché la connessione è lenta o quindici perché i link non funzionano come dovrebbero, in un compito che frutterà se tutto va bene un decimo di un caffè, un nostro concorrente su un fuso orario più sfortunato l´avrà già preso perché per lui equivale a un piatto intero di riso.
L´indirizzo più famoso è probabilmente Mechanical Turk di Amazon. Il nome allude a un automa, creato nel 1770 da un inventore ungherese, apparentemente in grado di giocare a scacchi (in realtà nascondeva al suo interno un maestro in carne e ossa). Devi iscriverti e cominciare a vedere quali Hit (Human Intelligence Task) la piattaforma offre. La varietà cambia molto a seconda di dove vivi. Per un americano ci sono oltre duemila possibilità. Per un povero italiano si riducono a circa 250. Per il primo della lista pagano due centesimi, però sembra facilissimo: trascrivere un video di dieci secondi. Mi butto. Il problema, però, è che il rumore di sottofondo è tanto alto da non capire quasi niente. Con tre dubbi su venti parole è meglio lasciar perdere. Nel secondo c´è da tradurre delle frasi dal mandarino al cinese (50 centesimi). Nel terzo si tratta di valutare la pertinenza dei risultati di certe ricerche e delle foto relative in un sito di commercio elettronico. La categoria di prova è "bambini". Il primo risultato da votare è un passeggino. Il secondo è una grata per evitare che i bimbi si facciano male avvicinandosi troppo a un caminetto. Il terzo è un completino da neonato. E così via. Alla fine avrò guadagnato un centesimo al minuto. Una specie di metodo Stanislavskij in scala per capire cosa provano gli occupanti di Wall Street pensando agli stipendi medi da dieci milioni di dollari degli amministratori delegati delle prime duecento aziende americane.
Devo fare cassa. Su Microworkers ci sono una cinquantina di lavori disponibili. Per intascare altri venti centesimi, accetto di dichiarare sulla bacheca di Facebook che «mi piace» un sito di gioco d´azzardo italiano (solo per rispondere agli amici increduli perderò poi altri dieci minuti). Accrediteranno la somma solo dopo aver verificato che l´apprezzamento è rimasto in bella mostra per due giorni di seguito. Rilancio con un compito da 0,30 dollari. Ovvero cliccare su alcune pubblicità per dimostrare che funzionano. Se accetti di abbonarti, dare un giudizio e commentare un certo canale di YouTube te ne promettono addirittura 0,55. È un video del solito casinò online che punta sul lavoro hard discount per diventare una celebrità internettiana. Il compito meglio retribuito consiste nello scrivere un post su un blog che rimandi a un sito che si occupa di far uscire di galera su cauzione le persone. Dal momento che il piazzamento su Google è molto sensibile al numero di altri siti che rimandano al tuo, non sorprende perché fiorisca quest´industria di induzione al link.
Non mi piace l´ambiente, troppe attività borderline. Mi dirigo verso Clickworker che, essendo di proprietà tedesca, immagino più serio. Ci sono 123mila occasioni e 1.758 persone online. Riempio un piccolo questionario e mi mettono alla prova per la redazione di testi in italiano su una recensione da 90 a 120 parole di un film a scelta. Mi misuro sull´ultimo Sorrentino. Il responso arriva l´indomani, perché il componimento dovrà essere valutato da occhio umano. Sono idoneo. Dieci centesimi per il disturbo e sono qualificato per altre avventure simili. È bello sentirsi valorizzati. Finché dura, perché esistono già software, come StatsMonkey, in grado di scrivere cronache essenziali di eventi sportivi. «È una tendenza che crescerà» giura Paul Sloane, autore del libro A Guide to Open Innovation and Crowdsourcing, «ma ci sono solo alcuni compiti che puoi suddividere in questo modo. Parcellizzando le mansioni, il costo del lavoro decrescerà ulteriormente spostandosi verso l´Asia, com´è successo per quello fisico. Possiamo immaginare un mondo in cui sempre meno persone lavorano in ufficio e sempre più da casa, svolgendo incombenze che poi qualcuno assemblerà. Potrà deprimere i salari, ma almeno ridurrà il traffico», commenta con il classico humour inglese. Potrei andare a cercar fortuna su CloudCrowd, ShortTask, MySocialJobs, ma le tariffe non cambierebbero. Oppure chiedere consigli a un conoscente su come diventare testimonial su Facebook per un´azienda. I quasi mille euro per i tre mesi in cui, nome d´arte Felice di Steso, ha dovuto evangelizzare i suoi amici elettronici sui benefici di una marca di materassi, mi sembravano un incubo. Ma già oggi sono diventati un sogno.