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 2011  novembre 13 Domenica calendario

NEL LABORATORIO DOVE SI STUDIA LA TV DEL FUTURO

Il cellulare come telecomando. I televisori di cucina o del sog­giorno che mandano in onda soltanto i programmi che ti piac­ciono. E il computer che registra senza neppure un clic le trasmis­sioni preferite scoprendo i gusti da Facebook o Twitter. La tv del fu­turo che entrerà nelle nostre case sarà come una grande rete che col­legherà tutti gli apparecchi. Ma di generalista non avrà nulla: la tec­nologia regalerà una televisione su misura che si plasma da sola collegandosi ai social network. Certo, ci vorranno almeno cinque anni, prima che arrivi nelle fami­glie il prototipo di «tv senza zap­ping » studiato dal Centro ricerche e innovazione tecnologica Rai di Torino. L’esperimento è l’ultima evoluzione made-in-Italy dell’in­novativa piattaforma «No Tube», un progetto finanziato dalla Com­missione europea che vuol servi­re allo spettatore ciò che chiede alla tv integrandola con il web.
Nella palazzina di Corso Giambo­ne quella casa «televisiva» è realtà. «E si affida a dispositivi che sono già in commercio: il pc, lo smartphone e una tv che si colle­ga a Internet», spiega il responsa­bile del gruppo di ricerca, Rober­to Del Pero. Nell’appartamento­laboratorio si entra col cellulare in mano. In ogni televisore compare un codice QR a matrice che, una volta fotografato, aggancia il cel­lulare alla tv. E sul display ecco comparire i servizi dei tg o i seg­menti delle trasmissioni che più appassionano.
Li ha selezionati il computer di ca­sa che è diventato un vero e pro­prio videoregistratore. Solo che non serve programmarlo. Dal pro­filo Facebook e dai post lasciati «capisce» ciò che mi piace: la mu­sica classica, la Toscana, la politi­ca, gli sketch comici. E scorrendo automaticamente i palinsesti pubblicati sul web registra dal­l’antenna ciò che viene trasmesso dai grandi network.
Per funzionare, però, il sistema ha bisogno della collaborazione del­le emittenti nazionali. «Saranno loro che dovranno inviarmi i me­tadati per consentire al computer di segmentare un notiziario o un programma», aggiunge Fulvio Ne­gro, ingegnere che fa parte del team Rai. Così, ad esempio, da u­na trasmissione verrà estratta u­na sequenza umoristica o da un tg i servizi su politica e lirica.
Il «mio» palinsesto domestico comparirà sul cellulare che «di­venterà il primo schermo della ca­sa, mentre il televisore sarà quel­lo secondario», precisa Negro. Dal telefonino sarà possibile inviare i video al televisore per vederli in alta qualità. E allora sul cellulare comparirà un telecomando: potrò fermare il video sulla tv oppure scorrerlo velocemente. Ma mi farà anche passare da una notizia al­l’altra o da una trasmissione al­l’altra, come fossi su You Tube.
Se poi il menù scelto dal pc non sarà completo, avrò l’opportunità di aggiungere uno o più ingre­dienti televisivi scaricandoli dai server delle emittenti. E ancora. Quando un filmato mi entusiasma davvero, potrò condividerlo con un amico. O, viceversa, un amico potrà mandarmi uno spezzone. E sullo smartphone leggerò il testo dell’audio che sento dallo scher­mo.
«La nostra architettura – sottoli­neano i due ricercatori – consen­te di non perdere nulla di ciò che viene trasmesso». Ci pensa il pc a immagazzinare quanto alletta. Naturalmente tutto a prova di pri­vacy. «I miei gusti vengono scan­dagliati dal computer di famiglia: non ho bisogno di inviarli magari un’emittente», chiarisce Del Pero. Come se non bastasse, quando un amico varcherà l’ingresso dell’a­bitazione, potrà entrare nella «mia» rete tv. Sarà sufficiente pun­tare il cellulare sul codice a matri­ce sui televisori e da quel mo­mento anche lui comanderà gli schermi col telefonino selezio­nando i video che lo affascinano.