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 2011  novembre 13 Domenica calendario

Edoardo Vigna alle 10:35 del 13/11/2011 Dice che valgono 10 trilioni di dollari. Che già oggi (dopo quella statunitense) la loro è la seconda economia del mondo

Edoardo Vigna alle 10:35 del 13/11/2011 Dice che valgono 10 trilioni di dollari. Che già oggi (dopo quella statunitense) la loro è la seconda economia del mondo. Che entro dieci anni (dati Oecd) potrebbero dare lavoro a due terzi degli umani. Sono i bazaar, i mercatini di strada del mondo globalizzato. Robert Neuwirth li ha riuniti idealmente in quello che ha chiamato Sistema D: dove D sta per “debrouillard”, slang afro-francese per “dritto”. Cioè coloro che sanno arrangiarsi. E “celebra” tutti insieme proprio questi campioni di flessibilità nel suo nuovo libro Stealth of Nations - più o meno traducibile con la "furtività delle nazioni", gioco di parole con Wealth of nations, caposaldo del fondatore del liberismo Adam Smith, (sottotitolo the global rise of informal economy, la crescita globale dell’economia informale, in vendita a 16,26 dollari su amazon.com) – con cui sostiene che il mondo dovrebbe sposare il modello di vendita più antico e trovare il modo di integrarlo con la distribuzione ufficiale, formale, ricca. Con vantaggio di tutti. Il reporter newyorkese ne conosce tanti, e bene, di “dritti” e di mercatini di strada visto che per due anni ha vissuto fra le favela di Rio de Janeiro, gli slum di Mumbai e Nairobi e le periferie abusive di Istanbul (nel 2007 ci scrisse un bellissimo libro, Città ombra, pubblicato in Italia da Fusi Orari). In concreto, ora Neuwirth chiede la promozione dell’“economia underground”, fai-da-te, a “economia globale” a tutti gli effetti. Non parla (tanto) dei mercat(in)i illegali (che sarebbero solo una piccola quota). Il centro della sua tesi sono i venditori ambulanti legali. Quelli a cui arrivano prodotti d’ogni genere dalle fabbriche della delocalizzazione globale attraverso una catena di fornitori ormai perfettamente organizzata. Come gli ombrelli monocolore e uguali fatti in Cina che hanno invaso l’Italia e che tutti compriamo per strada. Ma anche – sostiene Neuwirth – come “saponette e pannolini prodotti da giganti della grande distribuzione quale Procter & Gamble, che in Paesi come il Marocco giungono fino ai villaggi più sperduti, dove altrimenti non sarebbero distribuiti, proprio grazie ai mercati di strada”. “Imprenditori capaci di fare profitto e pieni di risorse e motivazioni”, spiega Neuwirth. Il Sistema D – informale – dovrebbe essere accolto e integrato dai governi. Al contrario sono molti a soffocarli. “Huye Town, cioè Butare, la seconda città del Rwanda (popolazione: 77.000) ha dichiarato guerra agli ambulanti”, ha scritto nel suo blog con l’ultimo post, riportando la notizia dell’ennesima repressione delle autorità. E invece questa “ingenuity economy”, come la chiama, potrebbe dare un impulso decisivo all’economia mondiale. Basti dire che in Egitto, nei 10 mesi dalle prime dimostrazioni anti-Mubarak, il Sistema D sarebbe cresciuto del 20%. “E questo, nonostante il fatto che gli ambulanti sarebbero trattati come ladri”. Eppure, ricorda Neuwirth sul suo blog, la rivoluzione araba stessa è partita proprio da un attacco a un venditore di strada.