Sara Bennewitz, la Repubblica 11/11/2011, 11 novembre 2011
MILANO
Mediobanca passa al setaccio i bilanci delle tv italiane, un analisi che mette in evidenza come uno dei mercati pubblicitari più ricchi del Paese, non è sufficiente a far chiudere la Rai in utile. Anzi, gli introiti del canone pesano sempre di più sui ricavi della televisione pubblica, che se non troverà il modo di ridurre i costi (e soprattutto il numero dei suoi dipendenti) rischia di aver bisogno di nuove risorse finanziarie.
È il quadro che emerge dallo studio redatto da R&S, l´ufficio studi di Mediobanca. Il 2010 è stato un anno positivo per Mediaset e per Sky, mentre alla festa non ha partecipato la Rai. Se infatti il 2009 era stato un anno di stanca, il bilancio che si è chiuso a dicembre aveva invece dato qualche soddisfazione alle aziende dell´etere nazionale. Tanto che anche l´occupazione era tornata a crescere: a fine 2010 Mediaset aveva aumentato del 7,7% la sua forza lavoro (a quota 6.285). Ciò nonostante il numero dei dipendenti della tv privata è comunque la metà rispetto alla Rai (11.460, l´1% in più rispetto al 2009) ma quasi il doppio rispetto a Sky (stabili a 3.932). Come sempre il costo medio del dipendente della tv di stato batte tutti (89mila euro all´anno nel 2010), ma non si discosta di molto rispetto agli 86mila del gruppo Mediaset. E´ il numero di dipendenti che pesa, non il loro stipendio, anche perché i ricavi Rai (2,93 miliardi nel 2010) sono un terzo in meno rispetto a Mediaset (4,25 miliardi lo scorso anno). I dipendenti Sky (53mila euro l´anno) guadagnano invece molto meno rispetto alle due rivali, un fattore che a detta degli esperti di R&S probabilmente si giustifica alla luce del fatto che l´età e l´anzianità media, rendono il costo del lavoro più leggero per Sky che a fine 2010 aveva superato il fatturato Rai raggiungendo quota 2,97 miliardi. Fatto sta che in cinque anni la tv pubblica ha accumulato 261 milioni di perdite: a fine 2006 la tv pubblica aveva un patrimonio di 792 milioni, sceso a 531 milioni nel 2013, un livello che ora non desta particolari preoccupazioni, ma che potrebbe essere un problema in futuro. Stante la crisi e il calo generalizzato della pubblicità accusato da tutti i media, sono in arrivo nuovi anni in rosso ( quello 2010 era di 98 milioni) che potrebbero indurre la Rai a dover rafforzare il suo patrimonio. Infine, la forte crescita di Sky Italia, ha portato il gruppo a vincere l´argento tra le tv europee a pagamento. Con 5 milioni di clienti, Sky arriva dopo i 10 milioni di abbonati dei cugini inglesi di Bskyb (che fa capo sempre al gruppo Murdoch) e agli 11 milioni di clienti della francese Canal Plus. Va detto però che dopo il picco del 2008, anche i margini della tv satellitare iniziano a scricchiolare. A fronte di un fatturato per dipendete in aumento del 6% a 756mila, il valore aggiunto è invece crollato del 18,3% a 96mila. Segno che la concorrenza inizia a mordere anche sulle tv a pagamento, mentre la crescita arriva soprattutto dalla raccolta pubblicitaria. Lo scorso anno Sky si era guadagnata una fetta pari a un decimo della torta di pubblicità sulle tv.