Pierluigi Battista, Corriere della Sera 12/11/2011, 12 novembre 2011
SE SI TORNA A QUELL’INSULTO, STAVOLTA A DESTRA
Tornano i «fascisti». Non su Marte, ma nel centrodestra. Tramite Franco Frattini, torna il «fascista» come invettiva e grido liberatorio dentro un partito che rischia di esplodere ora che il leader indiscusso sta vivendo il suo crepuscolo. I «fascisti» con cui ce l’ha Frattini sono gli esponenti dell’ex Msi, ex An con cui il ministro è alleato e collega da più di quindici anni. Fosse stato uno di sinistra, a dare del «fascista» a chi si oppone alla costituzione del governo Monti, sarebbe stato bollato come un grossolano orfano delle ideologie novecentesche. Ma se il termine viene usato da un compagno (camerata? Amico?) di partito, allora è bile che sgorga insana.
Un’intera Seconda Repubblica a far sparire le tracce del fascismo che fu, e poi, appena l’inconscio viene lasciato senza briglie, l’insulto «fascista» riemerge senza ritegno. Un quindicennio a dire, giustamente, che no, non si può considerare «fascista» qualcuno che ha rivisitato con onestà il proprio passato e ha lavato la propria camicia nera nelle acque termali di Fiuggi (1995), e adesso, basta un dissenso, uno screzio, un attrito e riaffiora l’uomo nero, il «fascista» che non si è ripulito. Deve essere stata dura convivere così per tutti questi anni.
Almeno Bossi, sia nella fase pre che in quella post pernacchia, una sua adamantina coerenza antifascista ce l’ha avuta sempre. Nel 1995, dopo aver appena rovesciato il governo Berlusconi con il ribaltone, Bossi promise di voler «inseguire i fascisti casa per casa». L’anno precedente, appena formato il governo, si era messo pure a celebrare il 25 aprile con la sinistra per marcare la sua distanza dai fascisti. E adesso, in un impeto di insulti e di anatemi, ha accusato il sindaco Tosi di aver portato nella Lega non meglio identificati «fascisti». Ma almeno lui, a differenza di quelli del Pdl, con i «fascisti» non ci ha fatto un partito insieme. E deve essere proprio un contorcimento viscerale questa storia del fascismo che va e viene se persino Berlusconi, l’uomo ritratto con il fez nel 1993 per aver annunciato la propria preferenza per Fini (allora Msi pre Fiuggi) nelle elezioni a sindaco di Roma, in una conversazione privata con l’amico Lavitola, ovviamente intercettata e divulgata come corpo di non si capisce quale reato, si è lamentato perché «i fascisti» non gli facevano fare le riforme necessarie.
Brutta storia, questo riemergere e sprofondare per poi riaffiorare del «fascismo» inteso come categoria maligna e difetto storico inguaribile. Mentre la sinistra più oltranzista disquisiva di «regime», paragonava il berlusconismo al Ventennio fascista, si interrogava se l’Italia stesse vivendo un altro ’22, o forse un altro ’25 o addirittura, con un arditezza comparativa davvero insensata, un altro ’38, con annesse leggi razziali, da destra si rideva di questi residui ideologici, di questa poltiglia ideologica mal digerita. E invece, al primo diverbio: «Fascista». Chi non fa fare le riforme? I «fascisti». Chi bisogna stanare dalle loro case? I «fascisti». I fascisti non pentiti, quelli alla Ciarrapico, che avranno da dire? E i post fascisti tornati «fascisti» si sentono forse, almeno sul piano verbale, tornati «nelle fogne», come minacciavano gli estremisti di sinistra decenni addietro?
E poi, se persino un politico che ha fatto dell’aplomb diplomatico la sua cifra, se insomma persino il garbato e leggermente soporifero (per scelta culturale) Franco Frattini si lascia andare ad apostrofare gli ex fascisti ora di nuovo «fascisti», è segno che qualcosa di devastante sta scuotendo il Pdl orbo della sua Guida Suprema. Come faranno a perdonarsi, è difficile capire. Come faranno a stare, non nello stesso governo, ma addirittura nello stesso partito fascisti e antifascisti, non è dato sapere. Con Frattini che intona «Bella ciao» e La Russa che risponde indispettito con le note di «Giovinezza»? No, questa è goliardia. Ma lo sdoganamento a destra dell’insulto antifascista è il sintomo di un forte disagio. Tra un po’, smettendo il rammollito tu, cominceranno a darsi del voi.
Pierluigi Battista