Luca Cardinalini, il Fatto Quotidiano 11/11/2011, 11 novembre 2011
LA TERRORISTA IN ZONA RETROCESSIONE
La croce celtica può andare, il nome di un’attivista antirazzista afroamericana invece no. Morale: i lungimiranti dirigenti del calcio dilettantistico italiano chiudono un occhio o due sul simbolo nazista sulle maglie dell’Uomo Nuovo (Campania), ma li spalancano a giorno su quanto accade nelle Marche. L’ultimo comunicato del comitato di Ancona è secco: “In ottemperanza a quanto disposto dal Comitato regionale Marche, fino a nuovo avviso, tutte le partite del A.S.D. Assata Shukur Ancona 2010, sono sospese e rinviate a data da definire”. Azzoppando il girone E di Terza categoria. Alla base di questa storia, c’è la Polisportiva antirazzista del capoluogo marchigiano, che porta il nome di un’afroamericana del Black Liberation Army (BLA), accusata di aver ucciso un poliziotto nel 1973. Carcerata, se-viziata, processata, assolta e poi condannata, nel 1979 evade dal carcere femminile di Clinton, nel New Jersey, rifugiandosi a Cuba. Dal 2005 l’Fbi l’ha inserita in una lista di terroristi, con una taglia di un milione di dollari sulla testa. La Polisportiva Antirazzista, che esiste da dieci anni, tra le sue mille attività ha anche quelle sportive, con palestra popolare e una trentina di squadre iscritte a vari tornei di vari sport. Dopo aver stravinto il campionato amatoriale di calcio a 7, quest’anno ha deciso di iscriversi ad un torneo ufficiale della Figc, il più basso che c’è, quello di terza categoria. Errore.
ALESSIO ABRAM è il Moratti locale: “Siamo 25 persone a giocare e la metà sono stranieri. È stata dura già iscriverci, cioè procurare documenti per i nostri ragazzi di altre nazionalità che magari non erano a posto con la residenza, con il permesso di soggiorno. Dopo tante fatiche, alla fine ce l’abbiamo fatta”. La stagione è iniziata con le partite di coppa e le prime cinque giornate di campionato. Zona retrocessione, se solo ci fosse qualcosa più in giù: “Siamo ultimi a zero punti”. Ma va bene così. Almeno fino alla scorsa settimana, quando il comitato regionale ha stoppato qualsiasi attività della squadra. Il perché lo spiega lo stesso Abram: “Alla federazione è arrivata una direttiva della Divisione Anticrimine della questura di Ancona, dove si vietava di inserire nel programma di gare una formazione che si richiamava a una terrorista”.
Ricorsi e colloqui hanno partorito un topolino. Il presidente del comitato regionale, Paolo Cellini, non volendo mettersi contro la questura, ha invitato i dirigenti della società a non alimentare la polemica e a cercare un nome nuovo. Venendo loro incontro, riaprendo i termini ammessi per il cambio di denominazione, ufficialmente chiusi il 1 luglio. Sabato scorso l’Assata Shukur si è presentata in campo, il Don Orione – pensa te – di Candia, dove c’erano persino gli avversari del Giampaoli, ma non l’arbitro, segregato in casa. Sugli spalti più di 100 persone, per l’amichevole vinta dall’Assata per 3-2. Morale: il nuovo nome è ancora segreto e, nei comunicati ufficiali, la squadra è chiamata 943175, numero matricola. Non del carcere, ma della Figc.